Cronaca
Rimborsi al Consiglio della Campania, il caos resta: nessuna condanna per gli imputati
La frustrazione si tagliava nell’aria del Tribunale di Napoli. Dopo un lungo processo che ha tenuto tutti col fiato sospeso, l’esito è arrivato come un colpo di scena: nessuna condanna per gli imputati accusati di irregolarità nei rimborsi ai gruppi del Consiglio regionale della Campania dal 2010 al 2012. L’onda d’urto delle assoluzioni ha colpito il sistema politico locale, già in preda a tensioni e polemiche.
«Il fatto non sussiste», ha sentenziato il giudice Maria Armonia De Rosa, assolvendo Gennaro Salvatore, ex capogruppo del gruppo Caldoro Presidente. Un verdetto che ha riacceso il dibattito su un’inchiesta che tanto scalpore ha generato nei quartieri, trasformando le vite di molti. “Era ora che la verità venisse alla luce”, commenta un cittadino di Chiaia, deluso dalle dinamiche politiche della sua città.
La caccia di presunti misfatti legati all’utilizzo di fondi consiliari aveva visto coinvolti anche altri nomi noti, come Ugo De Flavis e Massimo Ianniciello, anch’essi scampati a condanne per la mancanza di prove. Ma come si sente la cittadinanza, dopo anni di notizie su arresti e indagini? Le voci nei bar e nelle piazze non si placano.
Le posizioni di alcuni imputati, come Sergio Nappi e Pietro Diodato, si sono invece concluse in prescrizione. Un esito che, si mormora, lascia più di un dubbio sulla reale trasparenza dell’amministrazione campana. La difesa di Salvatore ha espresso soddisfazione, ma il rammarico è palpabile. «Chi restituirà il tempo sottratto al nostro assistito?», si domandano i legali, evidenziando l’ingiustizia di un calvario giudiziario che ha segnato un intero decennio.
Il clima si fa teso. Mentre i cittadini attendono risposte e verità, la sensazione è che questo caso sia solo la punta dell’iceberg di un problema ben più profondo. La questione é ancora aperta: quanto possono fidarsi i napoletani delle istituzioni? Quanti gravi segreti riaffioreranno dalla nebbia della storia?
