Napoli – Un blitz dei carabinieri ha messo in luce la dura verità che si cela dietro le mura del De Gasperi, una delle zone più problematiche dell’area orientale di Napoli. “Abbiamo trovato un vero e proprio mercato della droga in un appartamento occupato”, ha dichiarato un ufficiale dell’Arma all’uscita dell’operazione. È un racconto di degrado e disperazione, di case murate che continuano a essere simbolo di una battaglia tra legalità e illegalità.
In questa ex roccaforte del clan Sarno, molti edifici sono stati abbandonati e lasciati a se stessi. Nel 2021, il progetto di riqualificazione urbanistica sembrava promettente, ma purtroppo è rimasto nel limbo. Oggi, le famiglie in cerca di un tetto si ritrovano a fare i conti con la recrudescenza dell’occupazione abusiva. Eppure, in questo contesto, emerge una nuova pericolosità: l’MDMA, la cosiddetta “droga dell’amore”.
Alfredo Clemente, 24 anni, è stato arrestato non solo per occupazione abusiva, ma per detenzione di sostanze stupefacenti. Durante il blitz, i carabinieri hanno rinvenuto 18 grammi di cocaina e una dose di MDMA, oltre a bilancini e materiale per il confezionamento. “Un sistema ben organizzato, anche se in un ambiente di degrado”, ha aggiunto l’ufficiale, visibilmente colpito dalla scoperta. Le telecamere artigianali installate sulle pareti scrostate dovevano servire a monitorare l’arrivo delle forze dell’ordine. Un’inutile misura di sicurezza, visto il risultato dell’intervento.
Ma perché MDMA, una sostanza nota soprattutto nei circuiti della movida giovanile, è così presente in un quartiere come Ponticelli? Questa scelta segna un’evidente evoluzione nel mercato della droga locale, dove il confine tra sostanza “da strada” e droga consumata in contesti di festa si fa sempre più sottile. I rischi legati all’uso di MDMA, come disidratazione e problemi cardiaci, sono amplificati dalla qualità incerta dei prodotti disponibili, un pericolo che aumenta esponenzialmente in ambienti come questi.
Il De Gasperi non è solo un’area dimenticata da chi governa, ma un palcoscenico dove si svolgono drammi quotidiani, tra emergenze abitative e storie di vita spezzate. La presenza di un impianto di videosorveglianza in un appartamento occupato svela il tentativo di strutturarsi, di resistere. Come se la illegalità stesse cercando di guadagnare terreno anche nel degrado.
Ponticelli, ancora una volta, si conferma un crocevia fragile. Gli interrogativi si moltiplicano: fino a dove si spingeranno le occupazioni? E come risponderanno le istituzioni a questa emergenza crescente? I cittadini guardano in silenzio, preoccupati e in attesa.