Un’ombra si allunga su Pianura. I carabinieri fanno irruzione in un appartamento nel quartiere partenopeo e si trovano davanti a un latitante, un uomo del 1986 già agli arresti domiciliari per una serie di reati. I militari, guidati da una chiamata anonima, non si aspettavano di trovarsi di fronte a un fugace tentativo di fuga. “È scappato pochi minuti prima che arrivassimo”, racconta un militare visibilmente teso.
L’uomo dovrà scontare ben 10 anni e 6 mesi di reclusione, una pena accumulata per crimini che vanno dalla rapina all’estorsione, legate a un clan attivo tra Vomero e Arenella. Un passato criminale che ora lo condanna a una vita dietro le sbarre.
Ma la notizia non si ferma qui. Durante l’intervento, i carabinieri hanno scoperto anche sei panetti di hashish e 234 grammi di marijuana nell’auto della sua compagna. “È evidente che c’era un’attività di spaccio in corso”, commenta un testimone della zona, sorpreso ma non stupito.
La successiva perquisizione in casa ha svelato un quadro inquietante. Oltre a 840 euro in contante, probabile frutto di traffico illecito, sono state rinvenute attrezzature per confezionare la droga e telecamere per monitorare i movimenti esterni. Un vero e proprio fortino della illegalità.
L’uomo, ormai bloccato e denunciato anche per evasione, è stato trasferito nel carcere di Napoli Secondigliano. È un capitolo chiuso o l’inizio di una nuova fase di indagini? I residenti di Pianura discutono animatamente nei bar circostanti, cercando di capire quanto l’ombra del crimine possa ancora influenzare le loro vite. La tensione si percepisce nell’aria. Che futuro ci attende in questa città che sembra non fermarsi mai?