Cronaca
Oppido davanti al gip: il caos delle prove in un processo di tensione a Napoli
La notizia ha scombussolato Napoli: un cardiochirurgo è accusato di omicidio colposo dopo la morte di un bambino di due anni, Domenico Caliendo, a causa di un trapianto di cuore fallito. Ed ecco che, in un’aula del tribunale, il dottor Guido Oppido, assistito dai suoi avvocati, si difende, tirando fuori fotografie e video che, secondo lui, dimostrano la sua innocenza. “Non ho mai ricevuto notizie del cuore danneggiato,” ribadisce, mentre i presenti seguono attentamente ogni parola.
La tragedia si è consumata all’ospedale Monaldi. Il piccolo era stato sottoposto a un intervento cruciale il 23 dicembre 2025, ma a pochi mesi di distanza, il suono delle sirene ha riecheggiato fra i vicoli di Napoli: la paura e la sfiducia ormai imperversano tra i cittadini. Il tempo dell’operazione è al centro della polemica, con i legali di Oppido che insistono che il cuore sia arrivato in sala operatoria alle 14:26, otto minuti prima di quanto l’accusa sostiene.
La Procura, dal canto suo, non ci sta. Secondo i pubblici ministeri, la cartella clinica è stata alterata. L’accusa di omicidio colposo si poggia sull’ipotesi che il medico abbia avviato l’espianto dell’organo nativo troppo presto, prima dell’apertura del box frigo che avrebbe svelato che il nuovo cuore era inutilizzabile, descritto da alcuni testimoni come “un blocco di ghiaccio”. “Se il clampaggio fosse avvenuto alle 14:16, il cuore espiantato non potrebbe essere stato ancora pulsante alle 14:34,” affermano gli inquirenti con fermezza.
Anche Emma Bergonzoni, collaboratrice di Oppido, è tirata in ballo. Lei, indagata per gli stessi reati, ha ricostruito gli eventi con “sofferenza emotiva ma con grande lucidità”, insiste il suo avvocato. La tensione è palpabile nel tribunale: sono in gioco non solo vite, ma anche la reputazione di un’intera equipe medica che opera in una delle città più complesse e vulnerabili del Paese.
Il gip ora deve decidere se mantenere Oppido nella professione medica. È un momento decisivo per Napoli, dove le speranze di una famiglia si sono infrante e le ombre di un intervento andato male sollevano interrogativi inquietanti. La verifica dei fatti e delle testimonianze sarà cruciale per stabilire la verità in un contesto dove ogni minuto conta. La gente si chiede: sono procedimenti complessi o errori frutto di una tragedia annunciata? Il dibattito è appena iniziato, e Napoli tiene il fiato sospeso.
