Antonio Pompilio, il lupo che ha girato tra le ombre del potente clan Amato-Pagano, ha ricevuto la sua condanna: 12 anni e 8 mesi di carcere. La sentenza è stata emessa dal Gup del Tribunale di Napoli e segna un capitolo importante nel fragile equilibrio della criminalità a Napoli Nord. “Siamo soddisfatti, ma la strada è ancora lunga”, ha dichiarato un portavoce delle forze dell’ordine. Urgente, come sempre nella città che non dorme.
Pompilio, soprannominato “o’ cafone”, non era un semplice esecutore. La Direzione Distrettuale Antimafia ha accertato la sua ascesa in un contesto dove la legge del più forte è sempre in vigore. Da referente per Mugnano e Melito a braccio destro di Enrico Bocchetti, il suo nome è scolpito nei contratti di droga che affollano le strade di Scampia. “Ha saputo muoversi tra le diverse anime della malavita”, spiegano gli inquirenti, insinuando che le sue capacità organizzative hanno rafforzato il potere degli “Scissionisti”, i rivali storici dei Di Lauro.
Ma la sua vera specialità? Gestire le rotte internazionali di cocaina. Pompilio era l’uomo che collegava Napoli e Barcellona, un passaggio cruciale per il traffico di droga dal Sudamerica. “Era il nostro punto di riferimento in Spagna”, sostiene un informatore, svelando i legami con Raffaele Imperiale, il broker della polvere bianca ora diventato collaboratore di giustizia.
La sua latitanza è stata interrotta a Barcellona, dove i Carabinieri, in sinergia con la Policia Nacional, lo hanno arrestato dopo mesi di ricerche. Era sfuggito a un blitz dell’operazione “Champions League”, che aveva decimato i ranghi degli Amato-Pagano. L’eco di quel fallito arresto risuona ancora nella città, dove il caldo delle cronache di camorra è una presenza costante.
Mentre Pompilio si trova ora a fare i conti con la giustizia, altri co-imputati della sua inchiesta rimangono nel limbo delle aule giudiziarie, con processi che si allungano come l’ombra degli edifici di cemento di Napoli. La tensione è palpabile, i dubbi restano. La lotta contro la criminalità organizzata a Napoli è solo all’inizio? E quali saranno le nuove alleanze o le nuove vendette pronte a esplodere tra i vicoli della città?