Cronaca
Napoli, terrore in strada: 18enne sorpreso con un revolver ai domiciliari
Nella notte del 27 marzo, un giovane è stato fermato dai carabinieri a Napoli, ma non si tratta di un episodio qualunque. Mouhamadou Moustapha Mbengue, 18 anni, senegalese di origine ma adottato da una famiglia napoletana, è stato trovato in possesso di un revolver calibro 38 con quattro proiettili, privo di matricola. “L’ho comprato due anni fa,” ha dichiarato con una nonchalance che ha lasciato senza parole le forze dell’ordine.
L’ombrosa vicenda si è svolta in un’area già segnata dalla violenza. Quella stessa zona, non lontano dal corso Umberto, è stata teatro di “stese”. Qui, nel novembre 2025, un giovane di appena 19 anni, Marco Pio Salomone, ha perso la vita sotto il fuoco incrociato. La scena si ripete, il timore si aggrava e i residenti sussurrano di un clima sempre più teso.
Il giudice per le indagini preliminari, Enrico Contieri, ha convalidato l’arresto del giovane, che, nonostante sia incensurato e assistito dall’avvocato Emilio Coppola, è stato posto agli arresti domiciliari. “Appare sufficientemente inserito nel circuito criminale della città,” ha avvertito il magistrato, già preoccupato per la facilità con cui Mouhamadou è riuscito a procurarsi un’arma clandestina.
“A Napoli, le armi sono sempre a portata di mano,” ha commentato uno dei carabinieri sul campo. Il pericolo, secondo il gip, è concreto: il giovane potrebbe “reiterare” i reati, rifornendosi sul mercato illecito di ulteriori armi o, peggio, commettere delitti più gravi.
La paura si diffonde tra i cittadini. Cosa si può fare per arginare una spirale di violenza che sembra non avere fine? E chi si occuperà di quei giovani che, tra una pizzeria e un vicolo, si trovano a fare scelte sbagliate, guidati da una vita che appare senza prospettive? La domanda rimane, nella testa dei napoletani, pronta a generare un dibattito urgente e necessario.
