Napoli, svelato il giallo del sacco milionario sui farmaci salvavita: 17 indagati in allerta

Napoli, svelato il giallo del sacco milionario sui farmaci salvavita: 17 indagati in allerta

A Napoli, un’incredibile storia di criminalità si svela come un incubo. Non si tratta di rapine a mano armata, né di furti di gioielli. Qui, i ladri hanno puntato su un bottino ben più insidioso: farmaci salvavita, rubati dai frigoriferi di reparti oncologici. La Dda partenopea e i Carabinieri della Compagnia Napoli-Vomero hanno messo in luce un’associazione a delinquere che ha drenato milioni dalle casse della Sanità pubblica. “Un’azione odiosa e inaccettabile,” ha dichiarato un ufficiale dell’Arma.

Al centro di questa rete criminale ci sono due nomi: Alessio Donnarumma e Cristofaro Sacchettino, descritti come veri e propri “manager del crimine”. Questi uomini non agivano in modo casuale; ogni colpo era pianificato nei minimi dettagli. Sotto la loro direzione, la banda operava come una squadra affiatata, reclutando specialisti e gestendo la logistica del crimine.

Ma la vera sorpresa è Danilo De Angelis, guardia giurata infedele. Conoscenze privilegiate e accesso a informazioni riservate lo hanno trasformato in un “cavallo di Troia”, contribuendo a mettere in atto le operazioni più audaci. “Sapeva tutto”, hanno detto gli investigatori, “dai turni del personale alle telecamere di sorveglianza”. Grazie al suo aiuto, i ladri hanno potuto scorrere indisturbati nei reparti.

L’anno 2024 ha segnato l’escalation della razzia. Il primo grande colpo al Policlinico Federico II il 31 maggio ha fruttato 1.420.592 euro in farmaci. Ma è stato il 2 settembre che la brutalità della situazione ha raggiunto picchi inimmaginabili. Qui, la banda ha abbandonato a terra farmaci vitali per un valore di 35.000 euro, rovinandoli in modo irreversibile. Per i malati oncologici, la posta in gioco non è solo economica, ma rappresenta la vita stessa.

E c’è di più. Il 10 dicembre, per l’ultimo assalto, Donnarumma ha portato con sé suo figlio di soli 12 anni, utilizzandolo come “vedetta”. Un segnale inquietante di un’eredità criminale che, purtroppo, si tramanda. “Ci sono famiglie che vivono di questo,” hanno commentato alcuni residenti del quartiere, increduli e indignati.

Ora ci si chiede come sia potuto succedere tutto ciò in città. L’indagine, che ha incrociato dati con la Calabria, lascia aperti scenari inquietanti. Chi altro è coinvolto in questo fuoriprogramma della giustizia sanitaria? E come reagirà la società, che vedendo questa situazione chiama in causa la propria impotenza? La cronaca continua, e le risposte tardano ad arrivare.Un clima di crescente tensione pervade Napoli dopo l’operazione della Polizia che ha colpito un’ampia rete di furti di farmaci nelle strutture ospedaliere. Questo non è solo un crimine, è una sfida aperta ai cittadini e alla loro sicurezza. Chiariamo i fatti: “Si tratta di un sistema collaudato e pericoloso”, ha dichiarato un ufficiale delle forze dell’ordine che ha chiesto di rimanere anonimo.

Il cerchio si stringe attorno a Melito Porto Salvo e al suo ospedale “Tiberio Eroli”, dove un furto ha fatto scattare l’allerta. Sopralluoghi preparatori, depositi temporanei, una rete di ricettatori pronti a piazzare merce rubata nel mercato clandestino. Il modus operandi è inquietantemente simile a quello di altre operazioni nel territorio. Il risultato? Farmaci potenzialmente letali che finiscono in mani sbagliate.

La Polizia ha identificato ben 17 persone coinvolte in questa operazione oscura, ognuna con un ruolo specifico e ben definito. Tra i nomi, emergono quelli di Alessio Donnarumma e Cristofaro Sacchettino, definiti i veri “promotori” dei colpi. “Organizzano tutto nei minimi dettagli, dal furto alla vendita”, ci racconta un informatore che vive nel rione Sanità, dove i segnali di questo traffico illegale sono sempre più evidenti.

Ma non finisce qui. Tra gli arrestati c’è anche Danilo De Angelis, una guardia giurata “infedele”, che ha tradito il suo giuramento di protezione, mentre Mario Criscuolo e Vincenzo Carpinelli si occupavano della ricettazione. “Sanno come muoversi, sanno come battere il sistema”, aggiunge l’ufficiale.

Tutto questo accade in una città già segnata da problemi di sicurezza. E mentre i cittadini si chiedono come sia possibile che simili crimini si verifichino all’ombra degli ospedali, il dibattito si accende: chi davvero protegge Napoli? Non è solo un problema di crimine, ma di fiducia. Di chi ci possiamo fidare quando ne abbiamo più bisogno?

La narrazione si fa sempre più inquietante. I legami tra i vari indagati rivelano una rete fitta e complessa, capace di coinvolgere anche fiancheggiatori disposti a tutto. E adesso, con la Polizia che intensifica i controlli, cosa accadrà nei prossimi giorni? I cittadini attendono risposte, mentre il mercato nero dei farmaci continua a minacciare la loro sicurezza.

In questo contesto, molte domande restano aperte. Riuscirà Napoli a debellare questa piaga? Sarà possibile ricostruire un senso di sicurezza e fiducia nelle istituzioni? Gli sviluppi delle indagini saranno sotto la lente d’ingrandimento. È una battaglia che coinvolge tutti, e la partita è tutt’altro che chiusa.

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