Napoli – C’è una notizia che brucia, un dato che non può passare inosservato: 27 minori arrestati o denunciati per omicidio in soli sei mesi. Non stiamo parlando di statistiche lontane, ma di una realtà che colpisce il cuore pulsante della città. In otto giorni, si è quasi raggiunto il totale dell’intero 2024 (28 casi). È un’inquietante mutazione del tessuto sociale.
La gente nei vicoli di Scampia e nei mercati di Porta Nolana lo sa bene: “I ragazzi non si fermano più, si sparano addosso senza pensarci”, commenta un commerciante. L’atmosfera è pesante, carica di paura e impotenza. I dati parlano chiaro: il culto della violenza si è radicato, e l’arma è diventata lo strumento di confronto principale.
Il rapporto “Dis(armati)” di Save the Children mette in luce una gioventù abituata a pensare che la pistola possa risolvere ogni problema. Siamo arrivati a 73 minorenni fermati per possesso di armi in sei mesi. I vicoli della Sanità e i Quartieri Spagnoli non sono più solo luoghi di passaggio ma palcoscenici di scontri dove non si discute, si accoltella.
C’è un cinismo inquietante dietro questa escalation. Le organizzazioni criminali hanno scoperto che i ragazzini rappresentano un materiale molto più conveniente: “Un giovane costa meno di un adulto e ha meno problematiche legali”, spiega un esperto di criminologia. Sono arruolati come soldati a basso costo, illusi dal miraggio del potere e dei facili guadagni.
La risposta dello Stato, purtroppo, è stata spesso limitata alla repressione. “L’approccio punitivo non funziona”, ammonisce Antonella Inverno di Save the Children. Con il Decreto Caivano, l’idea era di mettere un freno all’illegalità, ma senza un adeguato supporto educativo, le carceri diventano “accademie del crimine”. Se non si cambia prospettiva, il futuro di questi ragazzi sarà segnato da recidiva e autodistruzione.
La verità è che Napoli sta lanciando un sos attraverso le azioni disperate dei suoi giovani. Come si può tornare a costruire una speranza in un contesto così degradato? Le soluzioni non arrivano, e quella mancia di normalità sembra sempre più lontana. Qual è il prezzo che la città deve pagare per ritrovare un equilibrio? I proiettili, purtroppo, non fanno distinzione e il conto potrebbe essere salato.