Si chiude con una clamorosa assoluzione il processo d’appello bis per l’omicidio di Giovanni Gargiulo, il ragazzino di appena 14 anni ucciso a Barra nel 1998, uno dei crimini che ha macchiato la cronaca nera dell’area orientale di Napoli negli anni di feroci guerre di camorra. La quarta sezione della Corte di Assise d’Appello di Napoli, presieduta dal giudice Roberto Donatiello, ha deciso di assolvere Vincenzo Amodio e Andrea Andolfi, già condannati a 30 anni di carcere.
“Le prove non sono state sufficienti a dimostrare la colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio”, hanno reso noto i giudici, lasciando spazio a un’ondata di incredulità e rabbia tra chi ha vissuto gli eventi di quel tragico giorno. Giovanni era un bambino, vittima di un’ingiustizia che ha segnato non solo la sua famiglia, ma l’intera comunità di Barra.
Il delitto avvenne in un quartiere segnato da una continua lotta tra clan e da una presenza criminosa ormai radicata. Giovanni cadde sotto i colpi dei killer in un’agguato che sembrava non lasciare spazio a speranze di giustizia. Il fratello Costantino, collaboratore di giustizia, si era trovato al centro di una vendetta trasversale. “Colpire Giovanni per punire Costantino e lanciare un segnale”, dichiaravano gli inquirenti, mentre il quartiere si stringeva attorno alla memoria del ragazzino.
Nuovi testimoni sono stati convocati nel processo bis e la loro testimonianza avrebbe dovuto rinforzare l’impianto accusatorio, ma così non è stato. “Le loro parole non hanno retto”, ha fatto sapere la Procura, lasciando affiorare interrogativi inquietanti su come si sia sviluppato il caso nel corso di quasi tre decenni.
Il verdetto finale, inaspettato e doloroso, stravolge tutto. Da un lato l’ombra di un passato tragico, dall’altro la questione aperta: cosa significa questa assoluzione per chi ha vissuto sulla propria pelle il dramma della camorra? Chi pagherà davvero per la vita spezzata di un ragazzo innocente? A Napoli, giustizia e verità sembrano camminare su strade parallele, destinate a non incontrarsi mai.