Un incidente mortale, la vita di due sorelle ucraine spezzata in un istante. È il dramma avvenuto su Corso Garibaldi, dove Gianna Rubakha e Oksana Kotlova, rispettivamente di 55 e 49 anni, sono state travolte da un’auto a velocità folle. “L’uomo ha guidato come un folle, non si vedeva niente”, raccontano i testimoni, ancora scioccati per quanto accaduto.
Il responsabile, un imprenditore 34enne di Massa di Somma, si trova agli arresti domiciliari dopo che le prime indagini hanno evidenziato un tasso alcolemico ben oltre il consentito. Già nel 2022 era stato coinvolto in un altro incidente, eppure continuava a mettersi al volante. A bordo di un’auto noleggiata, nonostante avesse la patente sospesa, ha schiantato il suo veicolo contro le due donne, che si trovavano nei pressi delle strisce pedonali.
Accanto a loro si trovava il marito di Oksana, illeso solo per caso, a qualche passo di distanza. Nella tragedia, una vita che si spegne e un’altra che continua, ma con un peso enorme da portare. Dopo l’impatto devastante, l’auto ha continuato la sua corsa, finendo contro altre vetture in sosta. Scene che hanno lasciato il quartiere in un silenzio assordante.
Le indagini, coordinate dal pm Valeria Vinci, si concentrano ora su come l’uomo sia riuscito a noleggiare un’auto senza patente. Le immagini di videosorveglianza di un bar nelle vicinanze mostrano la velocità inaccettabile dell’auto, con i dettagli che lasciano poco spazio a dubbi sulla dinamica drammatica e violenta dell’incidente.
In attesa dell’interrogatorio di garanzia, l’attenzione si concentra su quello che accadrà dopo. Le domande si accumulano: come si è arrivati a questo scempio? E chi, se c’è, avrà pagato per il suo gesto? La comunità napoletana è in lutto e chiede risposte. Il dolore per la perdita di due vite innocenti è palpabile e l’urgenza di una giustizia è più forte che mai.