Napoli è in lutto. Oggi, 15 marzo 2026, la città ha subito una perdita enorme: Cinzia Oscar, al secolo Vincenza Testa, è venuta a mancare all’età di 64 anni. Una delle voci più amate della musica partenopea, il suo talento ha lasciato un’impronta profonda nel cuore dei napoletani.
Il messaggio straziante del figlio, Marco Calone, noto cantante neomelodico, ha rivelato l’ardore del suo dolore: «Mamma, sono morto insieme a te». Le sue parole hanno toccato tutti e l’hanno immediatamente avvolta in una scia di dolore e affetto, alimentando un’ondata di messaggi di omaggio da parte di fan, colleghi e amici.
Cresciuta tra le strade di Napoli, precisamente nel quartiere Chiaia, Cinzia ha iniziato la sua carriera a soli sette anni, quando si esibiva già nei vicoli della sua città. Il suo esordio discografico risale al 1979 con il brano “Caro diario/Vita ‘e ‘nfamità”. Da lì, una carriera che si è snodata per quasi cinquant’anni, caratterizzata da successi come “Nun so’ na bambola” — che ha anche fatto parte della colonna sonora di “Gomorra” — e “Caro figlio mio”.
Non solo cantante, Cinzia ha brillato anche nel teatro, recitando in commedie e musical, dove ha potuto esprimere quella versatilità che l’ha sempre contraddistinta. Un affetto profondo la legava al figlio Marco, con cui ha condiviso il palco in molte occasioni e inciso il brano “T’aggia proteggere”.
La notizia della sua scomparsa ha colpito come un fulmine: la comunità artistica è in stato di choc. «Era una voce autentica della napoletanità», afferma un amico d’infanzia, mentre nel quartiere si parla di funerali che terranno viva la sua memoria, previsti per i prossimi giorni in una Napoli che oggi piange e riflette.
Davanti a questa perdita, i napoletani si interrogano: quale sarà l’eredità di Cinzia Oscar per le future generazioni? Gli spazi di spettacolo e musica dovranno onorarne la memoria, mentre il pubblico si prepara a commemorare una delle sue più grandi interpreti. Quale canto risuonerà ora nei vicoli di Napoli senza di lei?