Napoli in allerta: omicidio ingegnere Coppola, 54 anni di carcere per il killer

Napoli in allerta: omicidio ingegnere Coppola, 54 anni di carcere per il killer

Si chiude il primo capitolo giudiziario su uno dei delitti più sconvolgenti dell’anno: l’omicidio di Salvatore Coppola. Già, perché a Napoli, in corso Protopisani, il 12 marzo 2024, un ingegnere ha perso la vita in un modo brutale e premeditato. Oggi, la terza sezione della Corte di Assise ha emesso la sentenza: 27 anni e sei mesi per l’esecutore materiale, Mario De Simone, e 27 anni per il mandante, l’imprenditore Gennaro Petrucci. Una decisione che affonda le radici nel cuore pulsante della città.

“È stata una scossa per tutti noi”, racconta un residente del quartiere di San Giovanni a Teduccio. E non ha torto: la gente era già scossa da mesi di tensioni e paure, ma ora la sentenza sembra tirare un sospiro di sollievo. Il processo ha rivelato una verità agghiacciante, segnata dalla confessione di entrambi gli imputati. Difesi dagli avvocati Melania Costantino e Maria Di Cesare, hanno ammesso le loro colpe, confermando ciò che le indagini avevano già delineato.

Il movente? Non dinamiche di clan, ma un rancore che covava da anni. Petrucci, il 75enne imprenditore, nutriva un risentimento profondo verso Coppola per la vendita all’asta di una villa a Portici. “Quella villa era tutto per lui”, spiega un amico di Petrucci, “l’ha vissuta con la moglie, si sentiva derubato”. Un atto che ha acceso il desiderio di vendetta, trasformando la vita di un uomo in un incubo.

Ma la realtà si è concretizzata in un delitto inaspettato. Inizialmente, il mandante intendeva solo intimorire Coppola: qualche colpo alle gambe per “avvertirlo”. E invece, De Simone, motivato da una promessa di 20mila euro, ha trasformato quell’atto in un’esecuzione. L’orribile dettaglio? Ha sparato un colpo alla nuca, per evitare il riconoscimento della vittima. Un gesto impulsivo, riflesso di un rancore che ha preso il sopravvento.

Ma non finisce qui. La dinamica del pagamento ha dell’assurdo. L’omicida ha ricevuto un anticipo ridicolo, 500 euro e quattro bottiglie di vino, prima di altri pagamenti che hanno raggiunto circa 7mila euro in totale. Un amico di Coppola commenta: “Soldi che non possono restituire una vita”. Questo delitto ha frantumato la serenità di un intero quartiere e oggi, mentre la giustizia si è espressa, la comunità si interroga: è davvero finita qui? E quali saranno le conseguenze sul tessuto sociale di Napoli? La verità potrebbe nascondere angoli ancora bui e silenzi assordanti.

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