Una truffa finita in un incubo, con un’auto di lusso sparita e un blitz in stile camorristico. A Napoli, la cronaca si infiamma di nuovo: un’operazione che coinvolge il clan Mazzarella e un sequestro di persona che ha fatto tremare il quartiere di San Giovanni a Teduccio.
Il pubblico ministero Raimondi, davanti al gup Ambrosino, ha chiesto un totale di 114 anni di reclusione per sei imputati. “Non si può tollerare un clima di paura simile”, ha dichiarato con fermezza l’accusa. Un richiamo all’attenzione delle istituzioni e alla società civile.
Tutto è partito da un’Audi Rs3, un’auto da oltre 80mila euro, noleggiata con un piano ben preciso: una truffa. Ma quando i presunti autori della sparizione della vettura si sono resi conto di aver messo il piede in un terribile “sgarro”, tutto è degenerato. La società di rivendita dell’auto è infatti controllata da persone legate al clan Mazzarella.
Le vittime, due uomini coinvolti nel piano, non hanno avuto scampo. Rintracciati e sequestrati, sono stati portati in una casa di San Giovanni a Teduccio, dove hanno subito violenze inaudite. “Quando ho visto i miei amici, ho capito che erano finiti nei guai,” racconta un testimone, che preferisce rimanere anonimo, ma il terrore nella sua voce è palpabile.
A salvarli è stata la prontezza della compagna di uno dei sequestrati, che ha allertato i carabinieri. “La situazione era critica, siamo entrati in azione rapidamente,” spiega un ufficiale. Il blitz ha portato all’arresto dei sequestratori, ma ciò non è bastato a fermare un clima di minacce. Poco dopo la liberazione, una delle vittime è stata avvicinata da un emissario del clan, intento a convincerlo a ritirare la denuncia.
“Vogliamo giustizia e il processo deve andare avanti,” affermano alcuni residenti del quartiere, preoccupati per la spirale di violenza che sembra non avere fine. Il prossimo 29 maggio, quando sono previste le discussioni delle difese, si capirà se finalmente si metterà un freno a questa spirale di paura. Ma i dubbi restano: ci sarà una vera giustizia per i cittadini di Napoli? E la criminalità organizzata continuerà a calpestare i diritti degli innocenti?