Un 43enne di Teverola è finito in manette, e non è la prima volta che la sua vita da malvivente si intreccia con il tessuto urbano di Napoli. Il furto aggravato, perpetrato mercoledì scorso nei pressi della stazione di servizio San Pietro sulla Napoli-Pompei, ha attirato l’attenzione delle forze dell’ordine. “Abbiamo notato un uomo dal comportamento sospetto e, quando ci ha visti, è scappato a tutta velocità”, racconta un agente della Polizia Stradale, ancora scosso per l’inaspettata fuga.
La scena è stata da film: l’auto del fuggitivo, un veicolo rubato, sfreccia verso la Tangenziale di Napoli. Ma la velocità non ha salvato il 43enne, che è stato bloccato poco dopo. Gli agenti, durante il controllo dell’auto, hanno scoperto un ingente quantitativo di generi alimentari nascosti nell’abitacolo. Prodotti di ogni genere, frutto di furti che si susseguivano da ottobre 2025. A quanto pare, il ladro aveva preso di mira diversi market in aree di servizio sparse lungo le autostrade, creando un vero e proprio percorso criminologico che va da San Nicola la Strada a Pomigliano d’Arco.
La refurtiva non è stata l’unica sorpresa: il veicolo utilizzato per la fuga era anch’esso rubato, un furto denunciato mesi prima a Sant’Egidio del Monte Albino. Gli agenti, evidentemente determinati a ridurre il danno economico per i proprietari coinvolti, hanno già restituito la merce agli esercenti e il veicolo al legittimo proprietario.
Il 43enne, già noto alle forze dell’ordine, è stato portato in carcere, ma le indagini non si fermano. Chi sono i complici? E quanto ammonta realmente il bottino di questa escalation di furti? Napoli, nel suo eterno contrasto di vita e illegalità, è ancora scossa: la caccia ai ladri continua. I cittadini vogliono sapere, e la tensione è palpabile.