Napoli – Un nuovo atto vile scuote la città e oltraggia la memoria di Mario Paciolla. Il murale che ritrae il suo volto, realizzato dall’artista Luca Carnevale nel Parco di via dell’Erba, cuore pulsante dell’Arenella, è stato deturpato. Scritte offensive e segni di vandalismo hanno colpito quello che doveva essere un monumento alla memoria. «È un gesto inqualificabile», sentenzia il Collettivo “Giustizia per Mario Paciolla”, di fronte a un’offesa che va oltre l’arte.
Non si tratta solo di un’opera, ma di un simbolo. Questo murale nasce proprio nel parco dove Mario trascorreva le sue giornate da adolescente, giocando a basket, la sua grande passione. Colpire quel muro significa ferire un ricordo, un luogo di ritrovo per amici e familiari, un altare laico contro l’oblio.
La rabbia del Collettivo è palpabile. «Colpire la memoria di un giovane che ha speso la sua vita per la pace è un segnale grave», affermano, denunciando un silenzio che pesa come un macigno. I genitori di Mario, da anni, combattono una battaglia faticosa, cercando verità sulla sua morte in Colombia nel 2020, un mistero che ancora non ha trovato risposta.
Episodi simili, come quello appena avvenuto, si inseriscono in un contesto di incuria e disattenzione. «Questi gesti non nascono mai da un vuoto» prosegue la nota, richiamando l’urgenza di un intervento comunitario. La questione di Mario Paciolla è accompagnata da un silenzio istituzionale che sembra ripetersi come un triste ritornello.
Mentre il vandalismo colpisce il murale, la famiglia Paciolla si appresta a celebrare una ricorrenza simbolica: il 28 marzo, giorno del compleanno di Mario. La data quest’anno avrebbe dovuto segnare il primo Trofeo di basket a lui dedicato, un evento che univa sport e memoria, ora offuscato da questa violenza. Il Collettivo esprime sconcerto: «Volevamo festeggiare in un clima di rispetto e dignità».
La richiesta è chiara: restituire dignità al parco e al murale, ripristinando un luogo che Napoli si sforza di proteggere. Ma ora l’interrogativo si fa pressante: chi si farà avanti per ridare voce a una memoria silenziosa e perennemente minacciata?