“Non ci piove che l’autista dell’ambulanza ha sbagliato tutto.” Queste le parole di un testimone a Via Nuova Marina, dove, l’8 marzo 2025, un tragico incidente ha spezzato la vita di Luigi Martusciello, ciclista di 46 anni, poi deceduto il 13 marzo all’Ospedale del Mare.
Il tragico evento si è verificato mentre Martusciello percorreva la corsia riservata in direzione di via De Gasperi. All’improvviso, l’ambulanza, in un sorpasso azzardato, lo ha travolto. Ricoverato in condizioni disperate, non ha superato le ferite.
“Ora ci aspettiamo giustizia”, ha dichiarato l’avvocato Sergio Pisani, che rappresenta la moglie e le tre figlie della vittima, già costituite parte civile. Accoltellate dalla perdita, la famiglia ha già presentato una richiesta di risarcimento per danni, approvata dal giudice che ha accolto la citazione del responsabile civile.
La Procura di Napoli, con il sostituto procuratore Mario Canale, ha aperto un fascicolo sul caso. All’autista sono contestati gravi reati: omicidio stradale e violazioni del Codice della strada, tra cui velocità pericolosa, toccando i 72 km/h nella corsia, invece dei 30 consentiti. “La guida spericolata ha portato a questa tragedia”, hanno commentato le forze dell’ordine, evidenziando l’infondatezza di qualsiasi giustificazione.
Sul posto, la Polizia Locale è intervenuta prontamente. Gli agenti hanno sequestrato l’ambulanza e la bicicletta della vittima per avviare le indagini. Hanno anche controllato se il conducente fosse alterato psicofisicamente al momento dell’incidente.
Intanto, la famiglia di Martusciello ha dovuto affrontare un dolore incommensurabile, ma ha scelto di trasformare il dramma in un gesto di solidarietà, autorizzando la donazione degli organi del congiunto.
Con l’udienza preliminare fissata per il 29 maggio, il clima è teso. I cittadini di Napoli si chiedono: sarà mai possibile perseguire chi irresponsabilmente mette in pericolo vite umane? L’incidente ha riacceso il dibattito sulla sicurezza stradale nella città, spingendo tanti a chiedere più controlli e responsabilità. Riuscirà la giustizia a dare l’attenzione che merita questo caso?