Napoli, catturato il boss Pasquale Romito: viveva in un cunicolo a Secondigliano

Napoli, catturato il boss Pasquale Romito: viveva in un cunicolo a Secondigliano

Il risveglio di Torre Annunziata è stato scosso all’alba da una notizia che ha riacceso l’attenzione sulla lotta contro la criminalità organizzata: Pasquale Romito, noto come “’o turc”, è stato arrestato dai carabinieri dopo otto mesi di latitanza. Gli investigatori lo considerano un protagonista centrale del clan Gionta, impegnato nella gestione di traffico di armi e droga.

“Era un obiettivo di alto profilo, e la sua cattura segna un passo importante nella nostra lotta al crimine”, ha dichiarato un portavoce delle forze dell’ordine. Un’operazione che ha avuto successo grazie a informazioni dettagliate, portando a un rifugio ben nascosto: un cunicolo all’interno di un rudere, accessibile da una botola celata in un appartamento di un incensurato. Quest’ultimo è stato ora deferito per favoreggiamento, rivelando una rete di protezione che avvolgeva “’o turc”.

Non si tratta di un semplice latitante. Romito ha ricoperto un ruolo cruciale nel clan, cercando di mantenere in piedi l’organizzazione in un momento di crisi dopo gli arresti dei vertici. Secondo i documenti investigativi, la sua ascesa non è stata casuale: il legame tramite matrimonio con la nipote di Gemma Donnarumma, una figura chiave del clan, gli ha conferito potere e influenza. Con l’arresto di altri capi, come Giuseppe Carpentieri, Romito ha dovuto riempire un vuoto dirigenziale, dimostrando capacità di coordinamento e gestione del territorio.

Il clima di tensione a Torre Annunziata è palpabile. La cattura di Romito, sebbene importante, non chiude il cerchio. Ancora in fuga c’è Carmine Mariano Savino, un altro nome pesante che continua a pesare su gli equilibri della cosca. La domanda che molti si pongono è: quale sarà il futuro del clan Gionta ora che una delle sue colonne portanti è in cella?

Mentre gli investigatori continuano a lavorare per rintracciare Savino, la gente di Torre Annunziata osserva con apprensione, consapevole che la lotta per il controllo del territorio è ben lontana dall’essere conclusa. I quartieri tremano ancora al suono della violenza e dell’illegalità. Resta da vedere se questa cattura riuscirà a cambiare le carte in tavola o se il vuoto di potere produrrà una nuova ondata di violenza. La partita è ancora aperta, e gli occhi sono puntati su una città che continua a lottare per liberarsi da una morsa che sembra non allentarsi mai.

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