Napoli – È una tempesta quella che si abbatte su uno dei volti noti della politica e dell’accademia partenopea. Edoardo Cosenza, assessore alle Infrastrutture e professore di ingegneria alla Federico II, è finito sotto i riflettori per una questione che ha il sapore amaro della corruzione. “Non possiamo permettere che il pubblico venga tradito così,” ha dichiarato un portavoce della Procura, evidenziando la gravità della situazione.
Tutto inizia con un’inchiesta della Corte dei Conti della Campania, che ha messo con le spalle al muro Cosenza per un presunto danno erariale di oltre 1,3 milioni di euro. L’accusa? Aver accettato incarichi extra-istituzionali, violando le leggi sul suo regime di “tempo pieno”. Le voci girano tra le strade di Napoli, dove i cittadini iniziano a chiedersi se la trasparenza sia solo un miraggio.
L’atto di citazione è firmato dal vice procuratore generale Davide Vitale e giunge dopo mesi di indagini. Tra i fumi e il vociare animato di via Foria, l’aspetto più inquietante è il lungo elenco di consulenze legate a progetti cruciali, che spaziano dal collaudo dell’Ospedale del Mare ai lavori del ponte progettato da Riccardo Morandi. “Siamo allibiti. Queste cifre sono scandalose,” dice un cittadino nei pressi della biblioteca universitaria.
Le consulenze, secondo la procura, sarebbero state giustificate con documenti ritenuti “ingannevoli”. Cosenza, infatti, avrebbe presentato richieste di autorizzazione che omettevano informazioni fondamentali. La Procura ha descritto il sistema come “artificiosamente strutturato”, concepito per eludere i controlli approfonditi dell’ateneo. Una situazione che solleva interrogativi inquietanti sulla gestione delle risorse pubbliche.
Con il passaggio alla fase dibattimentale, Cosenza dovrà affrontare la giustizia contabile. Il suo futuro politico e professionale è appeso a un filo sottile, e la questione coinvolge non solo lui, ma anche l’intera amministrazione comunale. I napoletani si chiedono: quale ambiente si sta creando nella nostra città? La lotta alla corruzione è davvero una priorità per chi ci governa?
La richiesta di risarcimento di 1,3 milioni è solo la punta dell’iceberg. Sui social network, i commenti si moltiplicano, e il dibattito infuria. “Se è tutto vero, come possiamo fidarci di chi ci guida?” scrive un utente, mentre un altro chiede di poter sapere di più sui controlli esistenti. Napoli osserva, e la verità è ancora da scoprire.