Montesanto sotto assedio: la paura cresce dopo la pioggia di proiettili

Montesanto sotto assedio: la paura cresce dopo la pioggia di proiettili

A Montesanto, Napoli, spari interrompono la serata di un lunedì di marzo, segnando un nuovo episodio della faida in corso. Il fragore dei proiettili squarcia la serata, trasformando un tranquillo inizio settimana in un drammatico capitolo della violenza che avvolge la città. Erano circa le 19:30 quando il piombo ha fatto irruzione in via Montesanto, precisamente all’altezza del civico 14, a due passi dalle botteghe ancora aperte e dalla folla dei pendolari.

L’intervento dei Carabinieri della Compagnia Napoli Centro è stato immediato. Sul selciato, i militari hanno repertato e sequestrato due bossoli, chiari segni di una “stesa” o di un avvertimento diretto potenzialmente mortale. La zona, densamente popolata e porta d’accesso ai Quartieri Spagnoli, è da mesi sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti per un’escalation di violenza senza tregua.

I fatti di stasera non sono che l’ultimo anello di una catena di sangue. Solo pochi mesi fa, l’agguato contro Gianluca Pisacane, fratello dell’allenatore del Cagliari, aveva riacceso i riflettori sulla ferocia delle nuove leve criminali. E a gennaio, un altro evento inquietante: un 22enne ferito in via Santa Maria Ognibene, con dieci bossoli lasciati a terra come firma di un potere che vuole riaffermarsi.

La mappatura criminale parla chiaro: la storica triade dei clan Esposito, Masiello e Saltalamacchia ora si trova a fronteggiare nuovi gruppi emergenti e fratture interne che rendono i vicoli sempre più imprevedibili. La vicinanza con l’area Mazzarella, unita alla pressione delle forze dell’ordine dopo i maxi-blitz del 2023, ha creato un vuoto di potere che i giovanissimi tentano di riempire a suon di caricatori svuotati.

La dinamica di via Montesanto suggerisce una chiara intenzione: un “segnale” di potere camorristico lanciato per rimarcare il territorio. Colpire in quel punto, alle 19:30, vuol dire dimostrare che i clan non temono né la presenza dello Stato né quella dei cittadini. «Sentire quegli spari rientrando a casa è diventata un’abitudine che non vogliamo accettare», racconta un residente, visibilmente scosso, che preferisce rimanere anonimo.

Le indagini ora si concentrano sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza, per riuscire a identificare il commando, probabilmente su scooter, capaci di svanire nel labirinto dei Quartieri in pochi attimi.

Cosa succederà ora? Nelle prossime ore, i carabinieri intensificheranno i controlli e le perquisizioni nei “bassi” sospetti. E la comunità, cosa ne pensa? Vuoi che segua per te l’evolversi della situazione e l’eventuale identificazione dei sospettati?

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