A Napoli, la salvezza dei più piccoli è diventata un affare in bilico tra vita e morte. Mentre nella muraglia di Monsignore, dove si trova il noto ospedale Monaldi, la tensione cresce ogni giorno di più, un’indagine ha preso piede e non promette di fermarsi. Il decesso di Domenico Caliendo, un bambino di soli due anni, ha scosso la comunità. “Tutti meritano di sapere”, ha dichiarato un carabiniere del NAS, mentre setacciava le cartelle cliniche del reparto.
L’orrore non si ferma qui. Un’altra famiglia, assistita dall’avvocato Francesco Petruzzi, ha deciso di rompere il silenzio. “Abbiamo subito una ingiustizia simile, non possiamo restare in silenzio”, ha dichiarato il padre della piccola, deceduta dopo un trapianto sul quale ora si addensano ombre minacciose. Parole che fanno eco in un clima di crescente inquietudine.
La tragedia tocca da vicino la vita di una bambina di cinque anni, morta dopo un trapianto andato male. Stando alle denunce, l’organo sarebbe arrivato in una scatola di frigo obsoleta, priva del termostato digitale che, secondo le linee guida, dovrebbe garantirne la conservazione. “Un frigo da spiaggia”, ha commentato amaramente la madre, un termine che fa rabbrividire e che solleva sospetti sul rispetto delle norme.
Ma i colpi di scena non finiscono qui. I familiari parlano di comportamenti anomali da parte del personale medico e di una mancanza di empatia che ha reso tutto ancora più difficile. La scelta di non presentare denuncia all’epoca è stata forzata dall’esigenza di risparmiare al corpo della figlia ulteriori sofferenze. Ora, di fronte al pesante quadro accusatorio che emerge, la situazione è cambiata. L’idea che una cattiva conservazione possa aver contribuito alla crisi di rigetto fatale è diventata una possibilità inquietante.
Intanto, i due chirurghi coinvolti, Guido Oppido e Gabriella Farina, sono stati sospesi. “Siamo di fronte a una grave emergenza”, ha dichiarato la direttrice dell’Azienda dei Colli, Anna Iervolino. Per non paralizzare il reparto di cardiochirurgia pediatrica, è stata siglata una convenzione con il rinomato ospedale Bambino Gesù di Roma. In meno di 90 giorni, un’équipe d’eccellenza sarà a Monaldi, ma la fiducia di genitori e cittadini è ridotta al lumicino.
La scia di domande resta aperta: quanti altri casi sono occorsi nel silenzio? I dubbi continuano a girare nell’aria pesante di Napoli. I genitori, ora in allerta, si chiedono se il loro bambino potrebbe essere il prossimo in un sistema che sembra, purtroppo, marcio.