Monaldi in crisi: il caso Caliendo provoca reparti vuoti e interventi annullati

Monaldi in crisi: il caso Caliendo provoca reparti vuoti e interventi annullati

Il caso di Domenico Caliendo sta scuotendo Napoli e, in particolare, l’ospedale Monaldi. La struttura, un bastione della cardiochirurgia pediatrica, si trova sull’orlo di una crisi senza precedenti. Il colpo inferto dalla vicenda del piccolo Domenico, il cui trapianto fallito ha acceso i riflettori su una controversa inchiesta, ha lasciato segni evidenti: pazienti in fuga e reparti paralizzati.

“Abbiamo visto una significativa riduzione delle prenotazioni”, racconta un infermiere, visibilmente preoccupato. Le disdette, che piovono come la pioggia sui vicoli di Napoli, riguardano soprattutto le operazioni nella cardiochirurgia, ma non solo. Da alcuni ambulatori arrivano echi di rinunce inaspettate: una ragazza di diciotto anni, in lista per un intervento atteso da mesi, ha deciso di non presentarsi. Un gesto che parla chiaro in un clima di incertezze.

Eppure, il nodo più critico è proprio la cardiochirurgia pediatrica. Il reparto, già provato, è ora senza una guida stabile dopo la sospensione del primario Guido Oppido e della sua assistente Gabriella Farina. Senza un organico completo, la situazione è drammatica, tanto che il personale si sente come in balia di un mare in tempesta.

La direzione del Monaldi non sta a guardare. Una Pec, firmata dalla direttrice generale Anna Iervolino, è stata inviata a Mario Fittipaldi, un cardiochirurgo in forza a Londra. “Abbiamo bisogno di riportare a casa i migliori”, è quanto si sente dire nei corridoi. Fittipaldi, però, ricorda con rammarico la sua storia con l’ospedale. Allontanato dopo un concorso controverso, ha trovato fortuna altrove, ma ora potrebbe essere la chiave per risolvere il caos.

Mentre gli sforzi per riunire le competenze mancano di progressi, il Monaldi deve affrontare la sfida di ridare fiducia ai pazienti. “Siamo in una fase delicata”, afferma un medico dell’ospedale. “Il nostro lavoro è cruciale, ma la strada da percorrere è lunga”.

Con una domanda nell’aria: cosa accadrà ora con i piccoli pazienti in attesa di interventi cruciali? I cittadini di Napoli continuano a guardare, sperando in risposte, mentre certo è che la battaglia per la ripartenza della cardiochirurgia pediatrica è appena all’inizio.

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