Cronaca
Maxi intervento da 111 milioni per il depuratore Napoli Est: il litorale tornerà balneabile?
È tutto pronto per una sfida cruciale: Napoli si prepara a un intervento da 111 milioni di euro per il depuratore della zona Est, un progetto che promette di riportare il mare sotto i riflettori. La balneabilità da Pietrarsa fino al porto è ora un obiettivo concreto. L’ennesima prova di volontà, in un contesto dove la salute del nostro mare è sempre più sotto osservazione.
“È un passo fondamentale per restituire ai napoletani quello che è un diritto: nuotare in un mare pulito,” dichiara il sindaco Gaetano Manfredi, aprendo la conferenza stampa in sala giunta dove è stato presentato il piano. La lotta alla procedura d’infrazione europea per l’inadeguata depurazione è in prima linea, mentre il Golfo di Napoli chiede a gran voce un recupero ambientale che non può più essere rimandato.
L’obiettivo è ambizioso: liberare dalla morsa del divieto di balneazione un tratto di costa che si estende da San Giovanni a Teduccio a Portici, partendo dai pochi tratti già balneabili, come Pietrarsa. La chiave? Un nuovo depuratore capace di trattare le acque reflue di ben 14 comuni, servendo circa 860 mila abitanti. Da giugno, la città vedrà l’inizio di un maxi-cantiere che durerà circa un anno e mezzo.
“Non possiamo più ignorare la salute del nostro mare e dei nostri abitanti,” afferma Fabio Fatuzzo, commissario di governo, sottolineando l’importanza di questo progetto che potrebbe segnare la svolta. Ogni anno, l’Italia paga 8,6 milioni di euro di sanzioni per la situazione attuale; sono risorse che potrebbero e dovrebbero essere investite per il bene del territorio.
Il nuovo depuratore sostituirà quello esistente, attualmente di tipo chimico-fisico, con un sistema biologico più avanzato, senza mai interrompere il trattamento delle acque. “Questo è il nostro bel mare, deve tornare a splendere,” grida un residente di Portici, visibilmente emozionato per i cambiamenti che si profilano.
Le aziende coinvolte, il raggruppamento temporaneo di Acciona e Fisia Italimpianti, hanno promettendo innovazioni in grado di ridurre al minimo inquinanti e batteri. “Miglioreremo la qualità delle acque del golfo di Napoli,” afferma Matteo Buzzetti, direttore generale di Fisia. Ma i napoletani si domandano: sarà sufficiente? Riusciremo realmente a vedere un mare pulito e balneabile in tempi brevi?
Il meraviglioso scenario del nostro Golfo attende una possibile rinascita, ma il cammino è ancora in salita. Le parole riportate dai cittadini rimbombano: “Possiamo fidarci? È davvero cambiato qualcosa?” La lotta per un mare pulito è solo all’inizio, e gli occhi di Napoli sono puntati su questo grande intervento.«Non ci possiamo più permettere di avere il mare in questo stato», grida Marco, un pescatore di Mergellina, con gli occhi pieni di preoccupazione. Napoli si trova di fronte a una sfida cruciale: rendere il suo litorale balneabile. Le acque dell’area, storicamente inquinate, rappresentano non solo un problema ambientale ma anche un freno per il turismo, vitale per la città.
L’assessore alle Infrastrutture della giunta Manfredi, Edoardo Cosenza, è ottimista. «Stiamo progettando un intervento strategico per riqualificare non solo Napoli, ma anche i comuni limitrofi di Portici ed Ercolano», afferma durante una conferenza stampa. Gli occhi delle autorità e dei cittadini sono tutti puntati sulle promesse di riqualificazione. L’operazione è ambiziosa e mira a trasformare il litorale in una meta ambita.
Le zone di Bagnoli e i progetti per Pietrarsa e San Giovanni a Teduccio diventano il fulcro di questa rinascita. «Mare, trasporti e riqualificazione urbana sono le tre leve fondamentali», continua Cosenza. Il sindaco Manfredi, nel suo discorso, sa bene che Napoli non può perdere tempo. «Siamo determinati a migliorare la qualità dell’acqua. Non arriveremo in tempo per la Coppa America, ma il mare nella zona Est sta già cambiando grazie agli interventi sulle fognature», dice in un’intervista.
Anche il governo sembra voler scommettere su Napoli. Il sottosegretario alle Infrastrutture Antonio Iannone, salernitano e vicino alla realtà campana, ha confermato la disponibilità del governo a collaborare. «La vera vittoria sarà portare risultati per i cittadini, a prescindere dalle divisioni politiche», sostiene, sottolineando l’importanza di unire gli sforzi.
La creazione di un commissariato di governo e la sinergia fra Comune e governo nazionale conferiscono slancio al progetto. D’altro canto, i napoletani restano scettici. «Abbiamo già visto troppe promesse non mantenute», sussurra una residente di Scampia, mentre guarda il mare che, per ora, non è esattamente invitante.
Il depuratore di Napoli Est diventa il simbolo di una speranza, ma anche di un riscatto necessario. La città è ferma a un bivio. I cittadini si chiedono: basterà? Gli interventi pianificati saranno concreti o si trasformeranno nell’ennesima illusione? L’attenzione rimane alta; Napoli non può permettersi di aspettare.
