Il Centro Direzionale di Napoli è ormai la Patria dei furti. Migliaia di professionisti e impiegati che ogni giorno scelgono la legalità si trovano a fronteggiare una realtà inquietante. La recente ondata di vandalismi ha colpito duramente, lasciando dietro di sé una scia di auto forzate, vetri infranti e abitacoli ridotti a vuoti rimorsi. “È un vero e proprio assalto”, denuncia un automobilista esasperato, mentre nel quartiere si parla di un “sistema che non funziona”.
Mercoledì scorso, la situazione è degenerata. Diverse vetture sono state saccheggiate in serie, in un copione tristemente ripetitivo. Gli utenti denunciano un’amara indifferenza da parte della società che gestisce i parcheggi, con un “scaricabarile” sulle responsabilità. “Paghiamo per un servizio che non ci tutela affatto”, racconta un altro testimone. E la sensazione di impotenza è palpabile.
Ma non si tratta solo di furti. I sotterranei dei parcheggi Napolipark sono il simbolo del degrado. Chi ha il coraggio di scendere racconta di un ambiente invivibile, dove il buio regna sovrano e gli angoli più remoti diventano piazze di spaccio e rifugi di prostituzione. “È la terza volta che mi svaligiano l’auto”, confida F.S., una vittima della spirale della violenza. “Al Commissariato, ci sono in fila altri come me, tutti con la stessa storia”.
La questione ha sollevato l’ira del deputato Francesco Emilio Borrelli, che ha ricevuto innumerevoli segnalazioni dai cittadini. “È inconcepibile che nella zona più importante della città manchino telecamere funzionanti”, sottolinea Borrelli, affermando che chi sceglie i parcheggi legali non deve subire le conseguenze dell’anarchia dei parcheggiatori abusivi. “Dobbiamo intervenire subito”, avverte, invitando le forze dell’ordine a prendere in mano la situazione.
In un’epoca in cui la sicurezza dovrebbe essere una priorità, il Centro Direzionale sembra non avere né occhi né orecchie. La tensione cresce tra i cittadini, che si chiedono: chi proteggerà realmente la legalità in questa giungla urbana?