Cronaca di Napoli
Emergenza epatite A a Napoli: 78 ricoveri al Cotugno in pochi giorni
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Emergenza epatite A a Napoli: 78 ricoveri al Cotugno in pochi giorni

A Napoli non si respira l’aria serena di un tempo. I casi di epatite A, seppur lievi, stanno inquietando la città. Secondo i dati dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, pubblicati nel pomeriggio di lunedì 23 marzo, sono 78 le persone già ricoverate presso l’ospedale Cotugno, epicentro delle malattie infettive. “La situazione è sotto controllo, ma l’attenzione deve rimanere alta”, ha spiegato un membro dello staff medico.

Il bollettino rivela un incremento dei ricoveri, con 70 pazienti in degenza e otto in osservazione al pronto soccorso. I medici rassicurano: le condizioni di salute dei contagiati non destano preoccupazioni gravi. Tuttavia, il clima di ansia si fa palpabile. “È un virus insidioso, e non possiamo permetterci distrazioni”, avvertono le autorità.

Intanto, si alza un coro di proteste tra i pescivendoli di Napoli. Centinaia di operatori del settore ittico si sono ritrovati in piazza per l’effetto devastante dell’ordinanza comunale: il divieto di consumare frutti di mare crudi. “Siamo rovinati”, sbotta uno dei manifestanti, “con le vendite dimezzate e una Pasqua che si avvicina, siamo in crisi totale”.

Le urla dei pescatori si fanno sentire in tutta la città, mentre diversi commercianti parlano di un crollo degli incassi. “La domenica è stata drammatica”, racconta un altro titolare di pescheria. “Rischiamo di mettere in strada centinaia di famiglie”.

Per fare fronte al malcontento, una delegazione di pescivendoli è stata ricevuta in municipio dall’assessore al Turismo e alle Attività produttive, Teresa Armato. “Capisco la loro preoccupazione, soprattutto in un periodo cruciale come questo”, ha dichiarato. Le promesse di aiuto sono arrivate, ma il nervosismo resta.

“L’ordinanza è necessaria per la salute pubblica”, ha ribadito l’assessore alla Salute, Vincenzo Santagada. Ma i pescivendoli non si sono lasciati convincere. “Non possiamo tollerare un divieto senza sapere la vera causa dei contagi”, hanno tuonato.

In un clima di tensione crescente, la città è divisa. Mentre gli ospedali si preparano, i mercati si svuotano. I napoletani si chiedono: quale sarà il passo successivo? I frutti di mare torneranno sulle tavole? Solo il tempo lo dirà, e i cittadini restano in attesa.