Cronaca di Napoli
Cori e brindisi al Tribunale di Napoli: festa tra i magistrati, cosa nasconde?
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Cori e brindisi al Tribunale di Napoli: festa tra i magistrati, cosa nasconde?

Circa cinquanta magistrati si sono ritrovati all’Associazione nazionale magistrati di Napoli per seguire i risultati del referendum. E l’atmosfera? È diventata una vera festa. Mentre sullo schermo scorrevano i primi dati, i presenti hanno intonato “Bella ciao”, un canto che rievoca la resistenza e la lotta per la democrazia. Bottiglie di champagne hanno cominciato a circolare, segno che l’evento stava prendendo una piega festosa.

L’incontro si è svolto all’interno del Palazzo di Giustizia, dove i magistrati hanno seguito in tempo reale l’andamento del voto. Già dalle prime proiezioni, si delineava una probabile vittoria del No, e l’aria di festa si faceva sempre più palpabile. “Un momento significativo per la magistratura”, ha commentato un testimone dell’evento, evidenziando l’importanza dell’incontro.

Tra i presenti, c’era anche il procuratore generale Aldo Policastro, al centro di recenti polemiche con il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Appena varcata la soglia della sala, Policastro è stato accolto da un coro di applausi e grida di incoraggiamento, “Aldo, Aldo!”, mostrando un forte sostegno all’interno della categoria. In un angolo, Ettore Ferrara, presidente del comitato napoletano dell’Anm, si univa ai festeggiamenti, sottolineando il clima di celebrazione.

Dall’altra parte, la figura di Nicola Gratteri, procuratore di Napoli, brilla per la sua assenza. Rintanato nel suo ufficio, Gratteri ha lavorato mentre i suoi colleghi festeggiavano, un silenzioso richiamo alle diverse posizioni all’interno della magistratura.

Con il passare delle ore e i dati che si consolidavano, l’allegria ha lasciato spazio a cori sempre più politicamente impegnati. “Chi non salta Meloni è”, si è levato in sala, un chiaro attacco alla presidente del Consiglio. In particolare, nel mirino di questi cori è finita anche Annalisa Imparato, magistrata del tribunale di Santa Maria Capua Vetere e sostenitrice del Sì. “Chi non salta Imparato è” ha riecheggiato, amplificando le divisioni interne nel dibattito referendario.

Nella saletta, un computer era stato installato per monitorare l’andamento dello scrutinio. Attorno a quel monitor, le percentuali venivano seguite con attenzione, ciclicamente intervallate da brindisi e commenti infervorati. I festeggiamenti per il fronte del No nel Palazzo di Giustizia contrastavano con la routine che proseguiva nei vari uffici ancora aperti.

Con l’esito del voto che si avvicinava, la tensione era palpabile. Quale futuro attende la magistratura dopo questo referendum? E come si tradurrà l’esito nelle aule di giustizia? Le domande restano senza risposta, e la situazione si anima di interrogativi.