Colalongo, omicidio choc: confermata l’ordinanza per lo staffettista di Napoli

Colalongo, omicidio choc: confermata l’ordinanza per lo staffettista di Napoli

Resta in carcere l’uomo considerato la “staffetta” del killer nell’agguato di camorra che ha spezzato la vita di Ottavio Colalongo. I giudici, infatti, hanno confermato l’ordinanza per Bernardo Cava, 54 anni, ritenuto fondamentale nel tragico evento avvenuto a Scisciano il 17 dicembre 2025.

“Abbiamo elementi concreti che lo legano all’omicidio,” ha dichiarato un ufficiale delle forze dell’ordine dopo la decisione del Tribunale del Riesame di Napoli. La vicenda si inserisce in un contesto di crimini di rilevanza maestosa, dove le tensioni tra gruppi rivali sembrano emulare un copione già scritto.

Il delitto di Colalongo, avvenuto nel cuore dell’area nolana, segna un nuovo livello di violenza nella lotta tra clan. Gli inquirenti sostengono che l’agguato sia stato eseguito con freddezza e precisione, proprio come gli standard della camorra richiedono. La presenza di Cava sarebbe stata decisiva: secondo le accuse, avrebbe scortato il killer fino al luogo dell’esecuzione, garantendo una fuga senza intoppi.

Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia, hanno chiarito che l’omicidio non è affatto un episodio isolato. “Le rivalità tra clan in questa regione si sono intensificate. C’è una guerra in corso e ogni colpo sembra più violento del precedente,” commenta un esperto di criminalità organizzata. Così, il ruolo di Cava emerge come centrale in questa spirale di sangue.

Ma la notizia non si ferma qui. Nicola Luongo, presunto mandante dell’omicidio, ha visto cadere l’ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti. Tuttavia, resta in carcere per altri procedimenti, dimostrando la complessità delle dinamiche criminali in gioco. Gli avvocati difensori parlano di un caso “sfruttato per alimentare un sistema di voci e accuse che non reggono alla verifica dei fatti.”

Il blitz dei carabinieri ha portato a numerosi arresti, mentre la magistratura sta scavando sempre più a fondo. La tensione è palpabile nei quartieri più caldi del nolano, dove la paura e la rassegnazione convivono. “Qui non si può camminare tranquilli, i problemi sono sempre dietro l’angolo,” affermano i residenti, testimoni di un clima di terrore che invade le strade.

Il pensiero è rivolto all’inevitabilità di un’altra vittima, di un’altra esecuzione, mentre l’inchiesta continua a far emergere un quadro sempre più preoccupante. Chi sarà il prossimo? Le domande iniziano a farsi spazio tra le anguste vie di Scisciano, in una città che sembra non conoscere tregua. E nel silenzio della notte di Napoli, il battito della criminalità continua a scandire un ritmo inesorabile.

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