Circumvesuviana nel caos, pendolari esausti: «Solo promesse tradite»

Circumvesuviana nel caos, pendolari esausti: «Solo promesse tradite»

Non ci stanno i pendolari delle linee vesuviane. I rappresentanti delle associazioni che difendono i diritti dei viaggiatori della Circumvesuviana tornano all’attacco, accusando il presidente e i dirigenti di Eav di usare il sistema giudiziario come scudo per nascondere le responsabilità di una gestione fallimentare. «Ancora una volta — scrivono in una lettera aperta — il presidente di Eav attacca il sistema giudiziario per nascondere le falle della sua gestione decennale».

A firmare l’appello ci sono quattro nomi noti nel panorama della mobilitazione civile vesuviana: Enzo Ciniglio, portavoce del gruppo Facebook “No al taglio dei treni della Circumvesuviana”; Salvatore Ferraro, portavoce del gruppo social “Circumvesuviana-Eav”; Marcello Fabbrocini, presidente del comitato civico Cifariello-Ottaviano, e Salvatore Alaia, presidente del comitato civico E(a)vitiamolo Sperone. Insomma, un fronte compatto e determinato, che non ha intenzione di rimanere in silenzio.

Al centro della polemica c’è la vicenda dell’acquisto dei locomotori, una questione che appare come un déjà vu per i pendolari. I ricorsi incrociati e le sentenze instabili tra Tar e Consiglio di Stato hanno bloccato tutto. Decenni di ritardi e promesse di rinnovo del materiale rotabile mai mantenute. «La nuova vicenda dei locomotori — affermano Ciniglio, Ferraro, Fabbrocini e Alaia — sembra ricalcare quella dei treni per le linee vesuviane, con un ritardo di anni che i pendolari non sono più disposti ad accettare».

Ma non è solo la questione dei locomotori a sollevare proteste. I comitati mettono in discussione le procedure di gara adottate da Eav. Bandos con regole poco chiare, che, una volta assegnati, lasciano ampi margini ai ricorsi. «Non vogliamo fare da “faciloni” — spiegano — ma serve rispetto per le norme e per i viaggiatori delle linee vesuviane». Il messaggio è chiaro: non è tollerabile un’ulteriore attesa.

Il bilancio della gestione Eav è crudo. Dieci anni di promesse mancate, un servizio ridotto al minimo, e la fiducia dei viaggiatori ormai compromessa. I pendolari chiedono un’“operazione verità” per fare chiarezza sullo stato del trasporto su ferro nell’area vesuviana. «Abbiamo bisogno di trasparenza e rendicontazione pubblica», affermano con una voce unita.

L’appello si rivolge alla Regione Campania, proprietaria di Eav. «Vogliamo risposte a domande rimaste inevase», dicono, chiedendo un incontro con il presidente della giunta regionale Roberto Fico e l’assessore ai trasporti Luca Casillo. La crisi del trasporto pubblico vesuviano è sotto gli occhi di tutti, ma chi avrà il coraggio di affrontarla davvero?

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