Cronaca
Caso Domenico: l’ospedale dei Colli risponde alla famiglia, tensione alle stelle
Il dolore inarrestabile di Napoli si è fatto sentire ancora una volta, questa volta con la tragica morte del piccolo Domenico Caliendo. In un contesto già complesso, la richiesta di risarcimento da parte della famiglia ha gettato nuova luce su un caso che scuote l’intera città. “Stiamo cercando giustizia per nostro figlio”, ha detto con voce tremante la mamma, Patrizia, mentre il papà, Antonio, aggiunge: “Non è solo una questione di soldi. Vogliamo sapere perché è successo”.
L’Azienda Ospedaliera dei Colli ha risposto a queste frasi con una nota ufficiale, firmata dal direttore generale Anna Iervolino, cercando di chiarire la posizione dell’ospedale. “La nostra procedura è aperta e in fase di valutazione”, afferma la Iervolino, ma nella pratica, le cose si complicano. La famiglia ha chiesto 3 milioni di euro in una proposta ritenuta dall’ospedale “non negoziabile”. Una mossa, dicono, che rende difficile un vero confronto.
Le indagini continuano ad avanzare, senza sosta, sotto l’occhio vigile dell’Autorità giudiziaria. “Non possiamo accettare deadline imposte unilateralmente”, avverte l’Azienda, mentre il caso di Domenico continua a vibrare nel cuore dei napoletani, evocando sia tristezza che rabbia. La città è in attesa di risposte, ma sentire la mancanza di giustizia cresce di giorno in giorno.
Ma mentre la questione economica si fa sempre più pressante, c’è chi prova a ricordare il piccolo Domenico in un modo diverso. Personale sanitario dell’ospedale ha scelto di piantare un ulivo in sua memoria, un gesto che, a detta della famiglia, è stato toccante. “Non abbiamo rancore verso chi lo ha curato”, si legge nel comunicato della coppia, ma il desiderio di verità resta un punto fondamentale.
E se da un lato l’ospedale esprime sorpresa per la diffusione della richiesta di risarcimento, ritenuta riservata, dall’altro l’intera vicenda si sta trasformando in una sorta di battaglia mediatica. “Il confronto deve avvenire con serenità”, avvisa l’Azienda, mentre la famiglia sottolinea che la loro lotta è per una giustizia che vada oltre i confini del denaro.
Il dramma di Domenico ha ormai superato i confini del privato, diventando rilevante per l’intera comunità napoletana. In una città dove ogni vicenda personale si intreccia con la storia collettiva, ci si interroga: quanto pesa il dolore di una famiglia su una comunità intera? Quale sarà il destino di questo caso, mentre il ricordo di un bimbo continua a vibrare tra le strade di Napoli?
