Cronaca
Caso Domenico, l’avvocato in allerta: «Monaldi e Regione non restino a guardare»
Napoli – Un grido di dolore, di giustizia e di verità. La famiglia di Domenico Caliendo, un bambino di soli tre anni, sta avviando una battaglia legale che potrebbe riscrivere la storia della sanità napoletana. Dopo il suo tragico decesso, avvenuto a seguito di un trapianto di cuore definito “bruciato”, la richiesta di coinvolgere le istituzioni sanitarie non è solo un atto formale, ma un appello disperato per dare voce a un’ingiustizia che pesa come un macigno.
“Ci aspettiamo che la Regione ci stia accanto in questa vicenda assurda”, ha affermato l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia, durante l’intervista al programma “Campania 24” su Canale 9. La sua voce, carica di emozione, risuona nelle stanze dell’ospedale Monaldi, mentre si spera anche in una costituzione di parte civile da parte di questa importante struttura sanitaria. “Siamo qui per cercare verità, non per fare guerra agli ospedali”, ha aggiunto, sottolineando come sia fondamentale svincolare le responsabilità individuali dall’ente stesso.
Ma c’è di più. “Non possiamo ignorare che ci sono altre famiglie pronte a denunciare”, ha rivelato l’avvocato Petruzzi, evidenziando che un’altra madre ha già contattato lo studio legale con la cartella clinica della figlia, deceduta in circostanze simili. “Insieme alle quattro posizioni già aperte, questa nuova denuncia potrebbe allargare ulteriormente l’inchiesta”, ha avvertito, lasciando trapelare un velo di inquietudine in un contesto già di per sé drammatico.
Le strade intorno al Monaldi si fanno sempre più affollate di domande e preoccupazioni. I residenti del quartiere si interrogano su cosa stia realmente accadendo dentro quelle mura. “Non è possibile che queste cose accadano”, dice una donna che si ferma a parlare con i cronisti, mentre i vicini annuiscono. È un clima teso, una comunità che non può rimanere passiva di fronte a situazioni tanto gravi.
Con ogni parola pronuciata, l’istinto di giustizia di questa famiglia sembra diventare il riflesso delle ansie di una città intera. La questione non è più solo quella di un singolo caso, ma di un sistema che potrebbe necessitare di una revisione totale. Sono in gioco vite, speranze e il diritto alla salute, eppure le risposte tardano ad arrivare.
La battaglia legale per Domenico è solo l’inizio di un possibile terremoto che potrebbe travolgere la sanità campana. Mentre il tempo passa, i cittadini non possono fare a meno di chiedersi: quale sarà il prossimo capitolo di questa vicenda angosciante? E le istituzioni risponderanno a questo appello disperato?
