Cronaca
Caso Caliendo, tensione a Napoli: l’avvocato accusa l’Azienda di violare la riservatezza
Un dramma che scotta, sgretolando la fiducia tra cittadini e istituzioni. Napoli si trova al centro di un acceso scontro tra la famiglia di Domenico Caliendo e l’Azienda Ospedaliera dei Colli. La questione? Un delicato trapianto di cuore avvenuto al Monaldi, che ha acceso le fiamme di polemiche e accuse reciproche.
“Stiamo affrontando un grave problema di trasparenza”, ripete l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia, che non ha risparmiato parole per respingere le recenti affermazioni della struttura ospedaliera. Potrebbe sembrare una diatriba privata, eppure, nel quartiere di Vomero, l’eco di questa conflittuale vicenda si fa sentire chiaramente.
Petruzzi ha denunciato una gestione “anomala” dei rapporti stragiudiziali e accusa l’ospedale di aver infranto il vincolo di riservatezza. “È stata l’Azienda a rendere pubblici dettagli sensibili”, chiarisce, sollevando dubbi su chi abbia realmente violato la confidenzialità di un accordo tanto delicato.
La tensione è palpabile. “La nostra lettera aperta non conteneva cifre o dettagli tecnici”, sottolinea, portando alla luce una realtà assai differente. Ma lo scontro si fa ancor più intenso quando entra in gioco la cronologia degli eventi. Secondo il legale, dopo la prima PEC di proposta di risarcimento, è seguito un silenzio assordante. “Il 24 marzo abbiamo inviato un secondo sollecito”, spiega Petruzzi. “Non c’è stata apertura, solo un silenzio interrotto dalle comunicazioni ufficiali”.
Le parole dell’avvocato non si fermano qui. La questione penale, sostiene, non deve confondersi con la responsabilità civile dell’ospedale. “Invocare le indagini per non rispondere è un errore”, evidenzia, sottolineando che la richiesta di risarcimento non deve subire rallentamenti a causa delle indagini in corso.
Ma il vertice della tensione si tocca con la denuncia di un presunto “bypass” legale. La Direzione del Monaldi avrebbe tentato di contattare direttamente la madre di Domenico, Patrizia, mentre il legale era già in corrispondenza. “Si tratta di una condotta artata, voltata a delegittimare il mandato”, denuncia Petruzzi, promettendo di segnalare la vicenda agli organi competenti.
Un conflitto che va oltre il caso individuale, toccando nervi scoperti in una città già provata da sfide sociali e istituzionali. Le vite di queste persone sono in gioco, e la comunità è con il fiato sospeso. Cosa accadrà adesso? Riuscirà la famiglia Caliendo a trovare giustizia in questa intricata trama di accuse e silence? La questione resta aperta, e Napoli non può che rimanere in attesa.
