Cronaca
Camorra, Gratteri: gli Zagaria avvelenano Napoli e l’Italia intera
La camorra di Napoli continua a tessere la sua tela. La famiglia Zagaria, uno dei clan più temuti, non si ferma mai. Gli arresti recenti dei fratelli Carmine e Antonio Zagaria, insieme al nipote Filippo Capaldo, sono solo l’ultimo atto di un’inchiesta che ha svelato un sistema di estorsioni, traffico di droga e affari internazionali che non conosce tregua.
“Questa è una camorra di serie A”, ha affermato Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Napoli, durante una conferenza stampa che ha lasciato molti senza parole. La scena si è svolta negli uffici della Procura, quasi un teatro del crimine, dove la realtà supera la fantasia. Il clan Zagaria ha mantenuto un controllo capillare: il pizzo scorre in ogni angolo della città, persino per operazioni ordinarie come la vendita di un immobile.
Le richieste non si limitano a semplici estorsioni. “Pretendono denaro anche per attività legate all’usura e cercano di infiltrarsi nel traffico di stupefacenti”, ha specificato Gratteri, rivelando legami inquietanti con la ’ndrangheta calabrese, in particolare con i Bellocco, clan di primo piano nel panorama mafioso. Il coinvolgimento di queste fazioni rende il quadro ancora più allarmante, con il clan Zagaria che cerca di espandere i propri orizzonti fino a collegamenti con il riciclaggio di denaro in centri finanziari come Dubai.
A Napoli, nelle strade del Quartieri Spagnoli e di ben altre zone, si avverte l’eco di questa guerra sotterranea. Un testimone, una vecchia conoscenza del quartiere, commenta: “Le cose non cambiano mai, qui si vive sotto la pressione costante di questo sistema”. Le parole risuonano come un monito, un invito a non abbassare la guardia.
Gratteri non ha risparmiato critiche nemmeno al passato: “Hanno infestato l’Italia partendo dal Casertano”. Un’affermazione che fa paura, richiamando l’attenzione su un problema che ha radici profonde, che affligge il Paese intero. Le indagini, riattivate dopo un periodo di stallo, vanno oltre un semplice blitz. Si cercano i legami, le connessioni, la rete di affari illeciti mantenuti grazie a un potere che sembra inossidabile.
Ogni arresto rappresenta solo un tassello di un puzzle ben più ampio. Mentre la città rimane in allerta, ci si chiede quanto ancora dovrà subire prima di vedere un reale cambiamento. I napoletani sono pronti a reagire, ma cosa servirà per spezzare questa catena?
