C’è un filo bianco che collega i destini criminali del Rione Berlingieri a Secondigliano. Un filo intriso di cocaina, denaro e accordi che si consumano lontano dai riflettori, in un’ombra di calcolati affari. L’operazione che ha portato all’arresto di 11 persone all’alba di oggi non segna solo un altro capitolo nella guerra al narcotraffico, ma svela un sistema che oscillava tra illegalità e astuzia imprenditoriale.
“Stiamo smantellando una delle piazze di spaccio più attive della zona”, afferma un agente della polizia, visibilmente soddisfatto. Lì, nel cuore di Secondigliano, piuttosto che fuochi e violenza, si trattava di numeri e coperture legali. L’inchiesta, basata su testimonianze tra cui quella di Raffaele Paone, ex esponente di vertice della camorra, ha rivelato un’interessante dimensione delle operazioni criminali. Paone, divenuto pentito nel 2024, ha descritto un vero e proprio network di broker del narcotraffico, che non si limitavano a vendere droga, ma gestivano enormi flussi di denaro.
Al centro dell’affare ci sono Antonio Bruno, soprannominato “Tonino Centoundici”, e Ciro Cardaropoli, noto come “‘o lattaro”. La loro piazza di spaccio in via Monte Faito rappresentava un vero tesoro. “All’inizio pagava alla Vanella anche 4.000 euro alla settimana, immaginate quanto guadagnava”, narra Paone nei verbali. L’intesa con il clan è diventata una prassi: chi guadagnava eccessivamente doveva cedere quote, trasformando il crimine in una sorta di alleanza strategica.
La dinamica cambiò nel 2018, quando venne sancito un patto di pace tra la Vanella Grassi e i Licciardi, in un accordo che suonava più come una joint venture. “Se Tonino e il suo socio guadagnavano 50 mila euro, suddividevano il bottino a metà”, prosegue Paone. Un’operazione che faceva della violenza un’eccezione, sostituendola con riunioni contabili. I clan si accordavano per massimizzare i profitti, ignorando l’idea di uno scontro diretto.
In questo labirinto di calcoli e accordi, le agenzie di scommesse diventavano le nuove frontiere per l’affare, mentre le estorsioni si intrecciavano con il traffico di droga. Il Rione Berlingieri non è solo una località ma un simbolo di un’economia parallela che prospera lasciando dietro di sé una scia di silenzio e impotenza. “La situazione è complessa e le famiglie ci abitano, non possiamo restare indifferenti”, afferma un residente del quartiere.
La narrativa di Napoli continua a essere scritta tra strade affollate e vicende oscure. Cosa accadrà ora, dopo questi arresti? Quali altre complici quiete si muovono nell’ombra? La guerra al crimine si fa sempre più intricata. In un territorio dove gli affari si intrecciano con la vita quotidiana, ogni arresto scava in profondità. E la vera domanda resta: arriverà mai un giorno in cui il filo bianco si spezza del tutto?