Cronaca
Blitz al Vomero: molluschi senza tracciabilità, 3 negozi sotto accusa per allerta epatite A
“Non possiamo permettere che la salute dei cittadini venga messa a rischio”, tuona il comandante dei Carabinieri di Napoli Vomero, mentre il sole di ottobre illumina la tensione dei controlli. I militari, in un’azione congiunta con i veterinari dell’Asl Napoli 1, hanno trovato 70 chili di molluschi sprovvisti della necessaria tracciabilità. La paura dell’epatite A corre tra le vie del Vomero e dell’Arenella.
Le verifiche hanno riguardato 16 pescherie, ma solo tre sono risultate in regola. In via Settimo Lucio Caruso, i carabinieri hanno sequestrato 8 chili di vongole e lupini, scoprendo che la documentazione obbligatoria era completamente assente. “Senza tracciabilità, non possiamo garantire la sicurezza alimentare,” spiega un veterinario in campo. La mancanza di controlli fino a oggi non è più tollerabile.
Ma non è finita qui. Altri 23 chili di molluschi sono stati bloccati in via San Giacomo dei Capri, sempre privi di tracciabilità. Il vero colpo, però, arriva in via Leonardo Bianchi, dove il sequestro sale a 39 chili. Una segnalazione che, come un campanello d’allerta, risuona in tutta la città.
L’allerta è massima. La Campania è in stato di vigilanza a causa dell’epatite A, e ogni passaggio falso nella filiera alimentare potrebbe scatenare un’epidemia. “Il nostro scopo è prevenire ogni possibile contagio,” affermano le autorità sanitarie. Le tre pescherie non in regola sono ora sotto la lente d’ingrandimento, e si attende il responso delle autorità amministrative.
L’operazione si inserisce in un contesto più ampio di sicurezza alimentare, ma suscita interrogativi. Basteranno questi controlli a fermare la diffusione del virus? E quanti altri esercizi restano nell’ombra, privi dei necessari requisiti? La domanda rimane sospesa, mentre i napoletani tornano a interrogarsi sulla sicurezza del cibo che portano in tavola.
