Allerta verde a Poggiomarino e Roccarainola: sequestri e controlli dei carabinieri forestali

Allerta verde a Poggiomarino e Roccarainola: sequestri e controlli dei carabinieri forestali

A Napoli, l’aria è tesa e i controlli dei carabinieri forestali si intensificano. “Dobbiamo proteggere il nostro territorio”, ha affermato il comandante della squadra, visibilmente soddisfatto dopo due operazioni decisive. Si è passati dai controlli di routine a un’azione mirata contro i reati ambientali, con sequestri e denunce che parlano chiaro: non si scherza con l’ambiente.

Nella prima operazione a Poggiomarino, i carabinieri hanno fatto irruzione in un’officina meccanica abusiva. Un locale senza alcuna autorizzazione, dove la sporcizia e i rifiuti speciali erano all’ordine del giorno. “Ci sono state emissioni in atmosfera e scarichi abusivi”, ha spiegato un militare in servizio. Sul che, le grida di questo ecosistema in malattia si fanno sempre più forti.

Ma i problemi non si fermano qui. Durante l’ispezione, i carabinieri hanno rinvenuto due auto con telai alterati, portando a nuove accuse di ricettazione. Un uomo di 65 anni, che non si aspettava affatto di finire nei guai, è stato denunciato. “Siamo stanchi di tollerare simili situazioni”, ha aggiunto un abitante del quartiere, esasperato dalla presenza di questi illeciti.

La situazione è drammatica anche a Roccarainola. Qui, in un’area segnalata da cittadini stanchi dei colpi di arma da fuoco, è emerso un campo di tiro al volo del tutto irregolare. “Non hanno nemmeno i permessi”, ha rivelato uno dei carabinieri, mentre il campo veniva sequestrato. In pochi sanno che dietro queste strutture si nascondono rischi per la sicurezza e per l’ambiente.

Un uomo di 57 anni, locatario della struttura e responsabile dell’impianto, è stato denunciato per abusivismo edilizio. La domanda che sorge è: quanto ancora dovranno sopportare i cittadini prima che le istituzioni intervengano in modo deciso? Le operazioni dei carabinieri sono un segnale, ma serve una voce collettiva che si faccia sentire. La lotta per la tutela del territorio è solo all’inizio. I napoletani sono pronti a mobilitarsi per un futuro più pulito e sicuro?

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