Un momento difficile per la comunità: arrestato l’uomo legato all’incidente che ha tolto la vita a un poliziotto.

Un momento difficile per la comunità: arrestato l’uomo legato all’incidente che ha tolto la vita a un poliziotto.


#Portici: la vita di un uomo segnata da scelte sbagliate e un’ombra di tragedia che continua a incombere.

In un clima di tensione e inquietudine, Portici vive un nuovo capitolo di una storia già segnata da lutti e giustizia, mentre il destino di Ciro Licenziato, 46 anni, si intreccia in modo drammatico con la morte del capopattuglia Aniello Scarpati. Tre mesi dopo quell’incidente stradale che ha colpito profondamente la comunità, Licenziato finisce in manette, il suo mondo incatenato a scelte che sembrano non avere via d’uscita.

Un incontro inatteso e il primo scossone

È una notte come tante, ma il destino ha decisamente in serbo qualcosa di diverso. Poco dopo la mezzanotte, una pattuglia della sezione Volanti scorge l’auto di Licenziato in via Armando Diaz. A bordo, altre due persone ignare dell’imminente svolta drammatica. Gli agenti, già a conoscenza del nome di Licenziato, decidono di effettuare un controllo. Cosa accadrà dopo cambierà le sorti della serata, e forse qualcosa di più.

Durante la perquisizione, il ritrovamento di 730 euro in contanti e sette grammi di cocaina, suddivisi in dosi, fa scattare l’allerta: la piaga dello spaccio emerge, undercut, inquietante. Questo non è un semplice caso di possesso, bensì un pezzo di un intricato puzzle che si snoda nelle strade di Portici e oltre.

La cantina e il segreto nascosto

Le indagini si intensificano, portando la polizia a una cantinola nel vicino comune di San Giorgio a Cremano, dove il sequestro si fa sempre più preoccupante. In due cassette di sicurezza si celano dieci panetti di cocaina, per un totale di circa un chilo e mezzo. Un bilancino di precisione e materiali per il confezionamento si rivelano indizi inconfutabili, segni di un’operazione di spaccio ben orchestrata. La sostanza, di elevata purezza, è destinata a una rete già attiva, che si allunga verso la movida vesuviana, foggita da luci e ombre.

Un passato tormentato e nuove prospettive

L’arresto di Licenziato, tuttavia, non si può analizzare in modo isolato. Con il suo nome, ricorda quello della tragedia avvenuta la notte del 31 ottobre, quando l’auto di un’altra persona coinvolta nel fatto ha travolto la volante della polizia. Dalla scena era emerso un bilancino di precisione, un’inquietante evidenza che portava a interrogativi sul legame tra un incidente mortale e gli intrighi del traffico di droga. La morte di Aniello Scarpati risuona ancora tra le strade, e ogni nuovo sviluppo riaccende il dibattito su quanto si possa tollerare l’illegalità.

Il percorso di indagini tra speranze e preoccupazioni

Oggi, Ciro Licenziato è in carcere, aspettando il verdetto del giudice per le indagini preliminari. Le sue due compagnie della notte, dopo un’attenta analisi, risultano estranee ai fatti, ma le loro parole saranno cruciali per ricostruire il disegno complesso di questo dramma urbano. Le indagini sono ancora in corso, per capire la rete che si cela dietro questo traffico, i clienti, i fornitori, e se Licenziato fosse solo un ingranaggio di un meccanismo più grande.

Le domande rimangono aperte: quale sarà il destino di Ciro e come la comunità affronterà le ferite profonde lasciate dalla droga? Ancora una volta, la lotta tra legalità e illegalità, tra speranza e desolazione, disegna contorni in una realtà che chiede di essere ascoltata.

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