Nuovi dettagli scioccanti emergono riguardo all’espianto del cuore per Domenico, il bimbo di due anni tragicamente deceduto dopo un trapianto all’Ospedale Monaldi. La notizia ha scosso Napoli e ha sollevato interrogativi inquietanti su procedure che dovrebbero essere infallibili in una situazione così delicata.
Secondo quanto riportato in un passaggio dell’Audit già acquisito dagli inquirenti, il team di Napoli responsabile dell’espianto, operante a Bolzano, ha commesso un errore fatale. «In sala operatoria, il personale di sala locale ha chiesto quale tipo di ghiaccio fosse necessario per conservare l’organo. L’équipe di espianto ha ritenuto che la distinzione tra ghiaccio sterile e non sterile fosse irrilevante», si legge nella comunicazione ufficiale.
Le forze dell’ordine, in particolare i carabinieri del NAS di Trento, stanno indagando. È fondamentale chiarire chi abbia effettivamente versato il ghiaccio secco nel frigo isotermico, visto che ogni dettaglio potrebbe fare la differenza in questa drammatica vicenda. Il caso ha spinto la Direzione Generale dell’Azienda ospedaliera dei Colli a esprimere la propria fiducia nella magistratura, ma la domanda è: quali saranno le conseguenze?
Il quartiere di Chiaia, come molte altre zone di Napoli, si interroga sull’accaduto, mentre i cittadini condividono la loro angoscia. “Non ci crediamo, ogni vita è preziosa”, dice un testimone. La vicenda, già di per sé tragica, si ingarbuglia in una rete di procedure e responsabilità che sembra confusa e imperfetta.
Con il cuore di Napoli in allerta, la speranza di fare chiarezza diventa urgente. Quali passi si stanno intraprendendo per sorvegliare che simili atrocità non accadano mai più? E come una città così vibrante e viva può affrontare un evento così devastante? La discussione è aperta.