Cronaca
Tragedia in Galleria Umberto: la Cassazione emette sentenza definitiva dopo 12 anni di attesa
Napoli: Domani la Cassazione si pronuncia sul caso di Salvatore Giordano, morto nel crollo della Galleria Umberto I
Napoli, 12 febbraio 2026 – La Corte di Cassazione si pronuncerà domani sulla morte di Salvatore Giordano, il quattordicenne deceduto a seguito del crollo di un cornicione nella storica Galleria Umberto I. L’incidente, avvenuto il 5 luglio 2014, ha scosso profondamente la comunità locale e ha avviato un lungo iter giudiziario per stabilire le responsabilità.
In quella tragica giornata, un pesante frammento di fregio si staccò dalla facciata della Galleria, colpendo il giovane mentre stava transitando nel celebre passaggio coperto del centro di Napoli. La morte di Giordano ha sollevato interrogativi sulla sicurezza e la manutenzione dei beni storici della città, dando inizio a un processo legale complesso.
L’iter processuale: tra condanne e assoluzioni
Il processo ha attraversato diversi gradi di giudizio. In appello, la Corte ha emesso tre condanne e due assoluzioni, riconoscendo la responsabilità per omicidio colposo di alcuni imputati legati alla gestione della Galleria. Secondo quanto riportato dalla Procura, le condanne riguardano operatori che non avrebbero garantito la necessaria manutenzione di un patrimonio storico di grande valore, lasciandolo in condizioni di degrado.
La famiglia Giordano ha continuamente espresso la propria richiesta di giustizia, chiedendo che venga riconosciuta la responsabilità per la mancata cura della struttura. Domani, la IV Sezione Penale della Cassazione dovrà decidere se confermare le sentenze di merito o se disporre ulteriori verifiche.
La denuncia dell’avvocato: «Una vergogna»
L’avvocato Sergio Pisani, legale della famiglia Giordano, ha dichiarato che «si conclude una vicenda che ritengo vergognosa oltre che dolorosa». «Dopo quasi dodici anni di attesa – ha continuato –, spero che almeno da domani i responsabili abbiano la decenza di risarcire questa famiglia». Le sue parole evidenziano il sentire di angoscia e frustrazione della famiglia, in attesa di verità e giustizia in un contesto che mette in risalto le criticità nella tutela del patrimonio storico.
Con la decisione della Suprema Corte, si chiuderà un capitolo doloroso che ha segnato la memoria collettiva della città di Napoli. Indipendentemente dall’esito, per la famiglia Giordano rimane la ferita aperta di una perdita irreparabile e la speranza che il danno subito possa trovare un riconoscimento economico e morale.
Le indagini continuano a monitorare le implicazioni del caso, mentre la comunità attende con attenzione il pronunciamento della Corte.
