Napoli. Un risveglio di speranza e tensione si respira a Torre Annunziata, dove il futuro dello stabilimento militare “Spolette” è in bilico. Nella mattinata di oggi, il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha convocato un incontro cruciale per affrontare le paure dei dipendenti, esasperati dai piani di dismissione del Ministero della Difesa. “I lavoratori sono al buio”, ha sottolineato un rappresentante sindacale durante il vertice.
Le porte del palazzo della Prefettura si sono aperte per una consultazione che ha visto la partecipazione dei vertici dell’Agenzia Industrie Difesa (AID), la direzione locale e le delegazioni di Fp Cgil, Cisl Fp e Uilpa. Al centro del dibattito c’è il destino di un luogo simbolo, lasciato in sospeso tra promesse e minacce. La decisione del Ministero di chiudere lo stabilimento ha scatenato l’allerta tra i sindacati, che temono non solo per i posti di lavoro, ma per l’intera economia del territorio.
“Non possiamo accettare che la nostra forza lavoro venga trattata come un numero”, ha detto un delegato sindacale, visibilmente preoccupato. La paura di una mancanza di garanzie contrattuali è palpabile tra i lavoratori, che vedono lo stabilimento come l’unico presidio industriale in una zona già provata da difficoltà economiche.
A sedare gli animi, l’Agenzia Industrie Difesa ha fornito alcune rassicurazioni. Durante l’incontro, è stato annunciato un piano di riorganizzazione che prevede il trasferimento dei lavoratori verso il vicino stabilimento di Castellammare di Stabia. “Non ci saranno esuberi traumatici”, ha affermato un dirigente dell’AID, promettendo dialogo aperto con i sindacati. Tuttavia, le parole di conforto non hanno del tutto placato le ansie dei presenti.
Con una convocazione già fissata per domani a Roma, dove il tavolo nazionale riunirà le Organizzazioni Sindacali, le sigle territoriali hanno deciso di sospendere la protesta, ma il clima rimane teso. I lavoratori guardano con un misto di speranza e paura a ciò che il futuro riserverà loro. La fase di transizione imminente rappresenta solo un’opportunità o una nuova sfida? Il futuro dello stabilimento “Spolette” non è ancora scritto e i tempi di attesa sembrano allungarsi come i dubbi. Cosa riserverà il tavolo nazionale?