A Sorrento, un 45enne di stabiese è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Sorrento– Non è passato inosservato il nervosismo di un 45enne stabiese che, nella serata di ieri, è finito in manette con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
L’operazione è stata condotta dagli agenti del Commissariato di Sorrento, impegnati in un consueto servizio di pattugliamento del territorio lungo le arterie principali della città costiera.
Il controllo e il sequestro
L’episodio si è verificato in Corso Italia. Durante il monitoraggio del flusso veicolare, i poliziotti hanno intimato l’alt a un’auto sospetta. Fin dai primi istanti del colloquio, il conducente – residente a Castellammare di Stabia – ha manifestato una spiccata insofferenza, mostrandosi agitato e poco collaborativo.
L’atteggiamento ha spinto gli operatori ad approfondire l’accertamento. L’intuizione si è rivelata corretta: la successiva perquisizione del veicolo ha permesso di scoprire 8 involucri di cocaina, per un peso complessivo di circa 7 grammi, occultati all’interno dell’abitacolo.
La sostanza stupefacente è stata posta sotto sequestro, mentre per il 45enne sono scattate immediatamente le manette. L’uomo è stato arrestato e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per rispondere del reato contestato.
La Penisola Sorrentina tra “vetrina del lusso” e mercato dello spaccio
L’incremento degli arresti in Penisola Sorrentina (Sorrento, Piano di Sorrento, Vico Equense) è un segnale ambivalente. Se da un lato testimonia un potenziamento del controllo del territorio da parte di Polizia e Carabinieri, dall’altro conferma una realtà preoccupante: la Costiera è diventata un mercato estremamente redditizio per le organizzazioni criminali, specialmente quelle provenienti dall’hinterland napoletano e stabiese.
Perché la Penisola sorrentina è scelta come piazza di spaccio?
Target trasversale: Il consumo non riguarda solo i residenti, ma una massa enorme di turisti e “pendolari del divertimento” che frequentano la zona tutto l’anno.
Capacità di spesa: Il benessere economico dell’area attira pusher che offrono droghe “da serata” (cocaina in primis), spesso trasportate in piccole dosi per minimizzare il rischio in caso di controlli.
Il ruolo della criminalità esterna: Come dimostra l’ultimo arresto (un uomo di Castellammare), la Penisola è spesso considerata una “piazza di sbocco” per chi rifornisce la droga dai comuni limitrofi.
I numeri del 2025: un inizio d’anno “caldo”
Incrociando i dati di cronaca di questo primo mese e mezzo (gennaio – inizio febbraio 2025), emerge un quadro di intensa attività: 6-8 arresti significativi in 5 settimane Sequestri di cocaina, hashish e crack e diverse denunce a piede libero.
A gennaio 2025, la Guardia di Finanza ha smantellato anche un grosso traffico internazionale (operazione “Mañana”) che, pur avendo base più ampia in Campania, riforniva indirettamente anche i mercati locali della provincia, inclusa la zona costiera.
Un fenomeno in evoluzione
Ciò che emerge chiaramente è il cambiamento delle modalità di spaccio. Non esistono più le grandi “piazze fisse” (stile Scampia), ma uno spaccio itinerante e “su chiamata”, che rende il lavoro investigativo molto più difficile e basato sull’intuizione durante i posti di blocco, proprio come avvenuto ieri sera su Corso Italia.
La soglia di attenzione resta altissima, anche perché l’abbassamento dell’età media dei consumatori sta spingendo le autorità a intensificare i controlli non solo sulle strade, ma anche nei pressi delle scuole e dei luoghi di aggregazione giovanile della Costiera.