La tensione nelle strade di Napoli è palpabile. Una rapina audace, avvenuta a Casavatore, ha spezzato il silenzio di una mattina che si preannunciava tranquilla. Venti chili di cocaina, destinati al clan Amato Pagano, sono stati sottratti a mano armata da un gruppo rivale, dando il via a una guerra per il controllo del mercato della droga.
“La spirale di violenza è appena iniziata”, afferma un agente della Polizia. Proprio loro sono i primi a temere che la risposta della ‘ndrangheta – con cui il clan degli Amato ha rapporti intricati – possa essere devastante. Questo colpo non è casuale; affonda le radici in una rete di traffico internazionale che i “Girati” hanno tessuto con pazienza in anni di affari sporchi.
Bartolomeo “Jet” Bartiromo, oggi al centro dell’attenzione, ha preso le redini della situazione dopo che Gaetano Angrisano, il suo predecessore, è stato scarcerato e si è recato in Spagna. Qui, ha giunto a Malaga, dove Pasquale Vanacore, noto come “El Chapo”, lo ha accolto. Quest’ultimo, già al centro di un’inchiesta per traffico di cocaina, ha visto il suo impero minacciato.
“La Vanella Grassi ha scalzato gli altri clan, divenendo il principale rifornitore di cocaina a Napoli”, rivela un pentito. Ma ora, con Vanacore di nuovo in libertà e una taglia di centoventimila euro sulla testa di Bartiromo, le cose si complicano.
Nicola Gratteri, procuratore capo di Napoli, ha parlato in conferenza stampa di una situazione critica, avvertendo che “l’elemento di novità è il rapporto diretto con la ‘ndrangheta.” La preoccupazione per la reazione della mafia calabrese è alta. “Abbiamo attivato misure di protezione per chiunque possa essere coinvolto,” ha aggiunto.
Ma le ombre gettate dalla morte di Camillo Esposito, uno dei rapinatori uccisi in un agguato, si allungano. La sua scomparsa, avvenuta a Scampia, ha segnato un cambio di equilibri in un’area già tesa. Il mistero resta: la sua morte è collegata al furto? L’inchiesta della DDA deve ancora chiarire.
“Credevi che stessimo scherzando?” aveva detto Gino “o’Zuppone” ammiccando due anni fa, ma oggi la situazione non è affatto divertente. Napoli osserva in trepidante attesa. Cosa succederà ora che i clan si sono attraversati? Le strade della disagio continueranno a bruciare?