Cambio nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico all’Ospedale Monaldi di Napoli
L’inchiesta della Procura di Napoli sulla morte del bambino Domenico, trapiantato cardiaco all’Ospedale Monaldi, ha subito un rinnovamento significativo. Il bambino, che si trovava in coma da oltre due mesi, è deceduto nelle prime ore di oggi. Con il decesso, cambia l’ipotesi di reato per i sei sanitari già iscritti nel registro degli indagati, i quali ora dovranno rispondere di omicidio colposo, in sostituzione della precedente accusa di lesioni colpose gravi.
L’indagine è stata affidata ai magistrati della VI sezione della Procura, guidata dal sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante e coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci. Nelle prossime ore è previsto il sequestro della salma, un passaggio necessario per la conduzione dell’autopsia che potrebbe rivelarsi cruciale per chiarire le cause della morte e stabilire eventuali responsabilità legate all’intervento chirurgico.
Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, Domenico era rimasto in coma dal 23 dicembre, in seguito a un trapianto cardiaco che ora è al centro delle indagini. L’operazione, definita “non riuscita” dagli inquirenti, ha portato a un repentino deterioramento delle condizioni del piccolo, che è stato mantenuto in vita grazie all’Ecmo, un macchinario di supporto cardiocircolatorio, fino al decesso.
Le indagini si concentrano ora sulla gestione preoperatoria, sull’intervento stesso e sulle fasi successive di assistenza al paziente. Al termine dell’autopsia, gli investigatori hanno programmato il sequestro del muscolo cardiaco trapiantato. Su tale reperto verranno effettuati esami medico-legali e specialistici, considerati irripetibili, per identificare eventuali anomalie sia relative all’organo trapiantato che alle procedure seguite in sala operatoria.
Nell’immediato, i carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e sanità di Napoli, sotto la direzione del comandante Alessandro Cisternino, sono già impegnati presso l’Ospedale Monaldi per acquisire documentazione sanitaria, protocolli e cartelle cliniche. Questa attività investigativa mira a ricostruire con precisione gli eventi che hanno preceduto e seguito l’intervento chirurgico, ponendo l’inchiesta in una fase altamente delicata.
Le indagini proseguono per fare luce su quanto accaduto e per valutare eventuali responsabilità degli operatori sanitari coinvolti.