Scontro sull’orario: il cuore di Domenico espiantato prima dell’arrivo del nuovo organo

Scontro sull’orario: il cuore di Domenico espiantato prima dell’arrivo del nuovo organo

Napoli: inchiesta sulla morte di Domenico, il bambino deceduto dopo un trapianto di cuore

Il 23 dicembre 2022, Domenico, un bambino di due anni e quattro mesi, è deceduto all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore. La sua morte ha avviato un’inchiesta da parte della Procura della Repubblica, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. Al momento sono sette gli indagati, tra cui il cardiochirurgo Guido Oppido, primario dell’unità di Cardiochirurgia pediatrica e dei trapianti.

Secondo una prima ricostruzione basata sulla scheda della circolazione extracorporea (Cec), il “no way back point” — il momento cruciale in cui il cuore del paziente viene definitivamente escluso dalla circolazione — sarebbe stato raggiunto alle 14:18. Tuttavia, il nuovo organo sarebbe giunto in sala operatoria soltanto alle 14:30. Questa discrepanza temporale, di quattordici minuti, sta sollevando dubbi sulla gestione dell’intervento.

Francesco Petruzzi, avvocato dei genitori, ha sottolineato che il cuore di Domenico sarebbe stato scollegato dal suo organismo troppo presto, potenzialmente rendendo necessario l’impianto di un organo che già presentava danni. Il trasferimento dell’organo donato, proveniente da Bolzano, avrebbe subito un congelamento accidentale durante il tragitto verso Napoli, compromettendone ulteriormente la funzionalità.

La Procura di Napoli sta valutando se il deterioramento dell’organo e la tempistica della sua espianto abbiano contribuito al tragico esito. Oltre a Oppido, anche altri membri dell’equipe medica sono sotto indagine. La direzione del Monaldi ha dichiarato di collaborare pienamente con le autorità e con la famiglia per chiarire quanto accaduto.

Un ulteriore elemento d’indagine è emerso da una registrazione effettuata dalla madre di Domenico, Patrizia. Durante una conversazione con Oppido, il medico avrebbe spiegato di aver dichiarato il bambino trapiantabile “per disperazione”, dopo iniziali valutazioni che lo consideravano idoneo. Questo aspetto alimenta interrogativi sulla correttezza delle procedure cliniche e sul consenso informato ottenuto dai genitori.

La scheda Cec, inizialmente ritenuta mancante, è ora al centro degli accertamenti tecnici. Gli inquirenti stanno cercando di determinare se il cuore dell’infante sia stato espiantato prima dell’arrivo dell’organo e se quest’ultimo fosse già compromesso. Tali domande sono fondamentali per valutare possibili responsabilità mediche nella morte di Domenico.

Le indagini sono ancora in fase di svolgimento e si attendono consulenze tecniche che potrebbero chiarire i tempi, le condizioni dell’organo e le scelte chirurgiche effettuate durante l’intervento.

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