Scafati: 76enne sorvegliato speciale sorpreso con cocaina, rilasciato dal giudice
Scafati – Mario Mainenti, 76 anni, era stato attestato da tempo come una figura di vertice nella criminalità locale, nonostante il regime di sorveglianza speciale che lo riguardava. Negli ultimi giorni, i Carabinieri della Tenenza di Scafati hanno effettuato un blitz nella sua abitazione, durante il quale lo hanno sorpreso mentre confezionava 28 grammi di cocaina.
Secondo le ricostruzioni delle forze dell’ordine, Mainenti e sua moglie, Fortunata Albano, erano intenti a suddividere la sostanza per l’immissione nel mercato dello spaccio locale al momento dell’intervento. Questo ritrovamento ha colpito gli investigatori, che hanno interpretato l’episodio come una chiara violazione delle condizioni della sorveglianza speciale e una conferma della pericolosità sociale dell’anziano.
Considerato dagli inquirenti un “colonnello” del narcotraffico nell’Agro, Mainenti vanta una lunga carriera criminale. Il suo arresto ha ulteriormente confermato l’ipotesi che la piazza di spaccio di Scafati rimanga attiva e sotto il suo controllo, nonostante i reiterati provvedimenti restrittivi.
Il caso è stato rapidamente trasferito in aula per il rito direttissimo. Il Pubblico Ministero, enfatizzando il profilo criminale di Mainenti e il rischio di reiterazione del reato, ha richiesto la custodia cautelare per entrambi i coniugi. Tuttavia, la difesa, rappresentata dall’avvocato Gennaro De Gennaro, ha presentato argomentazioni che hanno portato a un inaspettato ribaltamento della situazione.
Contrariamente alle attese, il giudice ha deciso di rilasciare Mainenti e la moglie, permettendo loro di affrontare il processo a piede libero. Questa scelta ha suscitato sorpresa tra le forze dell’ordine, che continuano a monitorare con attenzione la situazione.
Attualmente, le indagini proseguono per verificare l’eventuale estensione dell’attività di narcotraffico nella zona e il coinvolgimento di altri soggetti. La Procura, intanto, sta valutando ulteriori misure da attuare nel caso Mainenti e Albano non rispettassero le future prescrizioni legate al processo.