Scafati, Antonio Nappo scarcerato: il giallo dell’omicidio del fratello a Boscoreale

Scafati, Antonio Nappo scarcerato: il giallo dell’omicidio del fratello a Boscoreale

Diciotto chili e 874 grammi di cocaina purissima, pronti a invadere il mercato della droga tra Sicilia e Campania. Non è un episodio isolato, ma un’ulteriore tessera di un mosaico inquietante. Il carico è stato bloccato l’11 settembre a Palermo. I protagonisti? Due giovanissimi cugini di Scafati, Martina e Antonio Nappo, incensurati, rispettivamente di 20 e 19 anni.

“Avevamo i sospetti, ma mai ci saremmo aspettati una quantità così ingente”, racconta un agente del G.I.C.O. della Guardia di Finanza, il nucleo specializzato che ha messo le manette ai due ragazzi. Inseriti in un meccanismo ben oliato, i cugini si sono trovati catapultati in una situazione che sembrava senza via d’uscita: arrestati, indagati e accusati di traffico di droga con aggravanti pesanti.

Il processo abbreviato ha portato a un esito inaspettato. Davanti al GIP di Palermo, la strategia difensiva ha puntato su un aspetto cruciale: contestare l’aggravante dell’ingente quantità di droga. L’avvocato Gennaro De Gennaro ha messo in dubbio il livello di responsabilità dei suoi assistiti. E alla fine, quella scelta ha pagato. Il giudice ha escluso l’aggravante speciale, riducendo la pena a 3 anni e 8 mesi, praticamente dimezzata rispetto alle previsioni iniziali.

Questa svolta ha permesso al GIP di disporre il passaggio dagli arresti in carcere a quelli domiciliari. Così, dopo cinque mesi nel penitenziario Pagliarelli di Palermo, i Nappo sono tornati a Scafati, pronti a scontare la pena tra le mura domestiche. Ma la decisione non è stata accolta senza riserve, soprattutto nei corridoi dei tribunali palermitani, dove la quantità di droga sequestrata e la distanza geografica tra il luogo del fermo e la loro residenza hanno suscitato preoccupazioni.

La storia di Antonio, in particolare, porta un ulteriore peso. È il fratello di Pasquale, ucciso a Boscoreale per futili motivi solo pochi mesi fa. Un lutto che gli ha lasciato segni indelebili e ora si unisce alle ombre di questa nuova vicenda. I due cugini pagheranno per le loro scelte, sì, ma il contesto in cui si muovono è complesso e inquietante.

Restano molte domande senza risposta: fino a che punto può arrivare il traffico di droga nel nostro territorio? E quali altre storie simili si nascondono tra le strade di Napoli e provincia? I cittadini, oggi, si interrogano e chiedono più sicurezza, mentre la vita continua con la sua cruda normalità.

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