Sarno, Cristina Russo racconta al Tg1: «Mio padre mi ha protetto mentre pregavo l’assassino di fermarsi»

Sarno, Cristina Russo racconta al Tg1: «Mio padre mi ha protetto mentre pregavo l’assassino di fermarsi»

Tragedia a Sarno: il salumiere ucciso davanti alla figlia

Sarno – Una drammatica aggressione si è consumata nel tardo pomeriggio di ieri all’interno di una salumeria, dove Gaetano Russo, un commerciante locale di 50 anni, è stato ucciso davanti alla figlia Cristina, 22 anni. L’episodio è avvenuto intorno alle 18:00, scatenando un’ondata di shock nella comunità.

Cristina Russo, ospite dell’edizione serale del Tg1, ha raccontato con voce rotta la violenza che ha travolto la sua famiglia. «Me l’hanno ucciso davanti agli occhi mentre io lo supplicavo di fermarsi», ha dichiarato. Le parole della giovane descrivono una scena terribile, in cui il padre ha scelto di sacrificarsi per proteggere le donne della sua vita.

La vittima ha eretto il suo corpo come barriera, cercando di salvare sua figlia e sua moglie dall’aggressore, Andrea Sirica, un uomo descritto come tossicodipendente. «Con gli occhi mi ha detto di andare via. Mi ha coperto fino alla fine», ha aggiunto Cristina, sottolineando l’eroismo del padre in quel terribile momento.

L’omicidio per futili motivi

L’avvocato Giovanni Annunziata, legale della famiglia Russo, ha fornito un inquadramento giuridico a quanto accaduto, sottolineando l’assenza di una logica criminale. «L’omicidio è maturato per futili motivi» ha dichiarato Annunziata, evidenziando la brutalità dell’azione di Sirica, che ha preso di mira non solo Gaetano ma l’intera famiglia.

Le indagini sono attualmente in corso, con il sospettato detenuto e in attesa di ulteriori accertamenti. Le forze dell’ordine stanno raccogliendo testimonianze e cercando di ricostruire ogni dettaglio della dinamica dell’aggressione.

Una comunità colpita nel profondo

La notizia ha gettato la comunità di Sarno nella disperazione. Non si tratta solo della perdita di un commerciante rispettato, ma di una ferita aperta nel tessuto sociale. L’avvocato Annunziata ha evidenziato come la città si ritrovi a dover affrontare una violenza che coinvolge coloro che operano onestamente.

La quiete che di solito caratterizza la salumeria di Gaetano Russo è stata distrutta in un attimo. L’aggressione, non ritenuta una rapina, è stata invece un attacco mirato che ha portato alla morte di un uomo e al cambiamento irreversibile della vita della sua famiglia.

La comunità attende ora risposte e giustizia per un atto che ha lasciato un segno indelebile nella memoria collettiva. La giovane Cristina, con la sua testimonianza, conserva il ricordo di un padre che ha scelto di proteggere la sua famiglia a costo della propria vita.

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