Processo Cristiano, l’esperto in aula: «Errori fatali nel post-operatorio di Francesco Di Vilio»

Processo Cristiano, l’esperto in aula: «Errori fatali nel post-operatorio di Francesco Di Vilio»

Morte di Francesco Di Vilio: quattro ore di esame in aula per presunti errori medici

Santa Maria Capua Vetere – Si è svolta oggi un’udienza di quattro ore presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduto dal giudice Sergio Enea, focalizzata sui presunti errori medici che avrebbero causato la morte di Francesco Di Vilio. Il chirurgo bariatrico Stefano Cristiano, presente in aula, è accusato di omicidio colposo per il decesso di Di Vilio e di lesioni colpose gravissime e falso in merito al caso di Angela Iannotta.

L’udienza ha visto al centro la testimonianza del professor Bruno Di Filippo, ordinario di Chirurgia all’Università Federico II di Napoli e consulente tecnico del Pubblico Ministero, Anna Ida Capone. Durante il dibattimento, il professor Di Filippo ha esposto un quadro clinico complesso, delineando le responsabilità del dottor Cristiano nella gestione post-operatoria di Di Vilio.

Secondo la sua ricostruzione, il trasferimento del paziente dalla Clinica Villa del Sole a Napoli, avvenuto con un ritardo significativo, sarebbe stato determinante per l’esito fatale. Francesco Di Vilio era stato sottoposto a tre interventi chirurgici a poca distanza l’uno dall’altro. Nonostante le cure iniziali, la sua situazione si aggravò, portandolo a morire il 1° gennaio 2022 per necrosi degli organi interni.

Il professor Di Filippo ha messo in luce come la gestione delle complicanze post-operatorie non sia stata sufficientemente tempestiva, trasformando il decorso clinico in un tragico epilogo.

La prossima udienza, fissata per il 23 marzo, prevede l’intervento del professor Gaetano Buonocore, medico legale, che completerà il quadro probatorio sulla morte di Di Vilio. In quella sede, il focus si sposterà quindi sul caso di Angela Iannotta, la quale, dopo essere stata sottoposta a due bypass gastrici dal dottor Cristiano, è finita in coma per necrosi multiorgano. Salvata da un delicato intervento di ricostruzione presso il Secondo Policlinico di Napoli, la sua sopravvivenza è considerata eccezionale.

Nonostante il processo in corso, il dottor Cristiano porta il peso di un precedente giudiziario significativo. Recentemente, è stato infatti condannato a due anni di reclusione dal Tribunale di Nola per omicidio colposo, riguardante la morte di Raffaele Arcella, un paziente di 29 anni deceduto dopo un intervento simile.

Le indagini proseguono, mentre l’attenzione rimane alta sul prosieguo del processo e sugli sviluppi che potrebbero emergere in merito ai casi di Di Vilio e Iannotta.

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