Ponticelli, Jlenia Musella uccisa da ferita mortale all’aorta: nuove indagini in corso

Ponticelli, Jlenia Musella uccisa da ferita mortale all’aorta: nuove indagini in corso

Omicidio di Jlenia Musella: una lesione all’aorta fatale. Il fratello in carcere

Napoli, 4 febbraio 2023 – Una minuscola lesione all’aorta, di appena un millimetro, ha causato la morte di Jlenia Musella, 22 anni, uccisa dal fratello, Giuseppe Musella, 28 anni. L’episodio è avvenuto nel tardo pomeriggio nel rione Conocal di Napoli. La giovane è stata accoltellata alla schiena, e l’accaduto ha scatenato una serie di eventi giudiziari che vedono il fratello attualmente sotto custodia cautelare con l’accusa di omicidio volontario aggravato.

Alle 16.30 di oggi si terranno i funerali di Jlenia nella chiesa della Sacra Famiglia, situata nel rione Luzzatti. Riguardo alla situazione legale di Giuseppe Musella, rimane in carcere in attesa di sviluppi futuri.

L’autopsia: una ferita letale

Secondo i risultati preliminari dell’autopsia, eseguita contestualmente all’udienza di convalida del fermo, la morte di Jlenia è stata causata da un’emorragia letale derivante dalla lesione all’aorta. Durante l’esame, è stata identificata anche una lesione al polmone, ma questa è stata considerata non determinante nel provocare il decesso. La relazione medico-legale finale, che potrebbe confermare queste risultanze, è attesa entro 60 giorni, secondo quanto indicato dalla Procura.

La difesa: “Coltello lanciato”

L’avvocato di Giuseppe Musella, Andrea Fabozzo, ha commentato i risultati dell’autopsia, sottolineando che, secondo il loro consulente, la ferita potrebbe essere stata causata da un coltello lanciato piuttosto che impugnato. Fabozzo ha affermato che è necessario attendere ulteriori accertamenti per confermare questa versione.

La lite tra fratelli e la confessione

L’omicidio sarebbe scaturito da una lite familiare, risalente a un presunto danno subito dal cagnolino del fratello, che Jlenia avrebbe ferito. Dopo l’arresto, Giuseppe Musella ha confessato alla Squadra Mobile di aver scagliato il coltello, sottraendo però ogni intenzione di uccidere la sorella. Anche davanti al giudice, ha mantenuto questa versione.

Il giudice e la ricostruzione dell’accaduto

Tuttavia, la ricostruzione fornita dall’indagato non ha convinto il giudice, Maria Rosaria Aufieri, che ha convalidato il fermo. Secondo il gip, l’idea di un coltello lanciato non è sostenibile, poiché richiederebbe una freddezza poco compatibile con la successiva reazione dell’accusato. Il giudice ha ritenuto più plausibile che vi sia stata una coltellata sferrata da vicino.

Tentativi di depistaggio e comportamento successivo

Ulteriori elementi hanno influenzato la decisione del giudice, inclusi i tentativi, attribuiti a Giuseppe Musella, di cancellare le prove, come la rimozione dei profili social, che avrebbero mirato a costruire una “verità alternativa”. Per tali motivi, la richiesta di qualificare il reato come omicidio preterintenzionale è stata respinta.

Un clima di omertà nel rione Conocal

Il giudice ha inoltre evidenziato l’omertà presente nel quartiere, con alcuni residenti che avrebbero ostacolato la scoperta della verità dopo l’omicidio di Jlenia.

La reazione dell’indagato e messaggi di sostegno

Giuseppe Musella, durante l’udienza, ha mostrato segni di profondo dolore, dichiarando che la condanna più severa è la perdita della sorella. Sui social, nel frattempo, si sono moltiplicati i messaggi di sostegno per Jlenia, a testimonianza dell’impatto emotivo che l’evento ha avuto sulla comunità.

Le indagini proseguono, e si attendono sviluppi significativi con l’arrivo della relazione medico-legale definitiva.Un messaggio di solidarietà per Giuseppe Musella, coinvolto in un caso di omicidio che ha sconvolto la comunità di Napoli, sta facendo discutere. Il testo è stato pubblicato su TikTok da Rosaria Scarallo, cognata del boss Antonio D’Amico, noto capo del gruppo criminale del Conocal, soprannominato “Fraulella”.

Rosaria Scarallo, recentemente uscita dal carcere, è sorella di Anna Scarallo, conosciuta come la “scianel” di Ponticelli, e madre di Giuseppe Perrella, attualmente arrestato dopo un periodo di latitanza. Nel suo post, Scarallo descrive Giuseppe Musella come un giovane dal “grande cuore”, affermando che non avrebbe mai voluto fare male alla sorella, Jlenia.

Nel messaggio, Rosaria Scarallo scrive: “Ti ho visto nascere e crescere; hai dormito nel mio letto con i miei figli. Conosco la persona che sei. Purtroppo, siamo tutti bravi a giudicare, anche se nessuno ha il diritto di farlo. Tu amavi tua sorella più della tua stessa vita, l’hai protetta come un fratello, un padre. Sappi che ti stiamo tutti vicino; non sarai mai solo. La vita è stata crudele con voi, ma resterai sempre il ragazzo che sei per tutti noi”.

La vicenda ha scosso profondamente il rione, poiché il delitto avvenuto in ambito familiare ha sollevato interrogativi circa la dinamica dell’accaduto. La famiglia è in lutto mentre il quartiere si prepara all’ultimo saluto a Jlenia.

Secondo le indagini, condotte dalle autorità competenti, la causa della morte è da attribuirsi a una ferita di un millimetro. Questo evento ha aperto una frattura profonda non solo all’interno della famiglia, ma anche nell’intera comunità di Ponticelli. Attualmente, gli inquirenti stanno esaminando le circostanze che hanno portato a questa tragedia, mentre voci di silenzio avvolgono il quartiere.

Le autorità hanno avviato un’indagine approfondita per chiarire i dettagli e le dinamiche del delitto. La situazione rimane in evoluzione, con ulteriori sviluppi attesi nelle prossime settimane.

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