In una Napoli che ruggisce di vita e contraddizioni, l’Ospedale San Giovanni Bosco torna a far discutere. Le criticità emerse nelle ultime ore non sono certo una novità, ma stanno sollevando un’ondata di preoccupazione tra i cittadini. Come dichiarato da una fonte interna: “La situazione è diventata insostenibile. Anni di mala gestione rischiano di riaprire ferite mai completamente cicatrizzate.”
Dal 2019, quando il governatore Vincenzo De Luca decise di commissariare l’ospedale a causa di infiltrazioni camorristiche, si erano avviati interventi radicali per ripristinare la fiducia nel sistema sanitario. Ciro Verdoliva fu scelto per guidare la ripresa, e il suo mandato iniziò in un clima di estrema tensione, segnato da una perdita di credibilità istituzionale che richiedeva misure urgenti e incisive.
Durante quel periodo, l’ospedale fu oggetto di un’operazione di “scioglimento antimafia”. L’obiettivo? Verificare la permeabilità della struttura e eliminare prassi opache. I parcheggiatori abusivi che si erano annidati all’esterno furono allontanati, un segno tangibile di un cambiamento atteso da tempo.
Ma i problemi non si sono fermati qui: bar e ristoranti all’interno furono chiusi, e le macchinette distributrici di bevande furono rimosse. “Serviva un cambio di rotta decisivo,” ammette un ex dipendente dell’ospedale, sottolineando l’urgenza di ristabilire la legalità.
Il pronto soccorso, fatiscente e trascurato, vide l’introduzione del triage informatizzato, un intervento che sembrava finalmente portare a una nuova era. L’emergenza cardiologica ottenne una risposta con l’attivazione del servizio di emodinamica h24, mentre riaprirono anche sale operatorie chiuse per anni.
Ma ora, il San Giovanni Bosco è nuovamente sotto i riflettori. Una nuova inchiesta ha rivelato che i 76 indagati, tra cui nomi noti della malapolitica napoletana, minacciano di sovrapporre le nubi del passato su un ospedale che stava tentando di ripartire. “Non possiamo permettere che la sanità pubblica torni a essere un terreno di battaglia,” afferma un rappresentante della locale associazione dei consumatori.
Il clima è teso, e le domande affiorano: basteranno queste nuove indagini a fare emergere una verità che molti preferirebbero tenere nascosta? I cittadini di Napoli si stringeranno ancora una volta attorno al loro ospedale, o questo è solo un altro capitolo di una storia senza fine?«Una scena di violenza inaudita, un assalto che ha lasciato tutti senza parole». Così racconta un testimone, ancora tremante, dopo l’episodio di ieri sera nei pressi di Piazza Garibaldi, cuore pulsante di Napoli. Un gruppo di ragazzi ha preso d’assalto un’automobile in sosta, strappando dalle mani del conducente il cellulare, mentre alcuni passanti assistevano inorriditi.
Ma questo non è solo un caso isolato. La crescente insicurezza si fa sentire nel centro storico, dove la spinta di un cambio di rotta sembra impellente. I residenti di Via Duomo, per esempio, raccontano di un aumento dei furti e delle aggressioni, «tutto in un contesto che un tempo era semplicemente la nostra quotidianità», commenta un anziano del quartiere.
Le forze dell’ordine, già allertate, hanno avviato una serie di pattugliamenti, ma i cittadini sono stanchi di vivere con la paura. «Serve un’iniziativa urgente», dice un poliziotto impegnato nella ronda. «I ragazzi non hanno paura delle conseguenze, bisogna tornare a far rispettare la legge».
Eppure, le tensioni tra le diverse anime di Napoli non si placano. I mercati rionali e le piazze, solitamente affollate, faticano a ritrovare l’antico brio. La gente sembra divisa tra la nostalgia per tempi migliori e il desiderio di un presente più sicuro.
Le immagini di quel furto violento stanno già girando sui social, alimentando un clima di allerta. Ma cosa devono aspettarsi i napoletani? La paura si fa sentire sempre di più, mentre nuovi gruppi giovanili sembrano prosperare in un contesto di caos.
La cronaca di Napoli è una storia che continua a scriversi. La domanda che rimane aperta è: come risponderà la comunità all’avanzare di una violenza che sembra farsi strada tra i vicoli e le storie di questa città?