Napoli – L’ora è grave e il mare non perdona. I cittadini del lungomare hanno assistito, con un misto di incredulità e tristezza, al recupero di una balenottera, trovata senza vita poco distante dal Molo Beverello. L’equipaggio della nave Bruno Gregoretti della Guardia Costiera, giunto sul posto nella serata di ieri, ha avvistato la carcassa dell’animale alla deriva, un forte colpo al cuore per chi ama il Golfo.
“Dobbiamo garantire la sicurezza della navigazione”, ha dichiarato un ufficiale della Capitaneria di Porto, visibilmente preoccupato. Subito si è attivata la macchina dei soccorsi, coordinata e pronta a rispondere a un’emergenza che, ora più che mai, ha acceso l’attenzione pubblica. La motovedetta SAR CP890, insieme a un mezzo del Gruppo Ormeggiatori, ha rimosso il cetaceo dalle rotte di ingresso e uscita, evitando così un potenziale disastro in mare.
Alle prime luci dell’alba, il corpo è stato trasferito in sicurezza ai cantieri navali “Piloda Shipyard”, dove gli esperti si preparavano ad affrontare la delicata situazione. Le attrezzature e i mezzi meccanici erano già pronti e l’aria era carica di aspettativa. Cosa fosse successo all’animale? Nessuno lo sapeva ancora.
Subito è partita una corsa contro il tempo: i veterinari dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e dell’Asl Napoli 1 Centro erano attesi sul posto, pur con la consapevolezza che il recupero non avrebbe potuto risolvere il mistero del decesso. “Sarà un’indagine meticolosa”, ha dichiarato uno degli esperti. La carcassa è destinata a un definitivo trasferimento presso il centro della ditta Proteg a Caivano. Lì, nella giornata di lunedì, si svolgerà l’autopsia, che non sarà solo una risposta, ma anche un’opportunità per raccogliere dati preziosi su questi giganti del mare.
L’evento ha saputo intrecciare urgenza e professionalità, una sinergia che, nonostante la tragedia, fa sperare in una maggiore consapevolezza riguardo alla salute dei nostri mari. Mentre le istituzioni lavorano e i cittadini discutono, la domanda resta: cosa possiamo fare per proteggere il mare e i suoi abitanti?