Napoli sotto shock: le infermiere raccontano il caos del caso Domenico

Napoli sotto shock: le infermiere raccontano il caos del caso Domenico

«Non va… zero… è una pietra». Quelle parole rimbombano come un’eco tra i corridoi dell’ospedale Monaldi di Napoli. È il 23 dicembre, l’antivigilia di Natale, e il destino del piccolo Domenico Caliendo si decide in sala operatoria. Un cuore nuovo dovrebbe dargli una possibilità di vita, ma dopo l’impianto la situazione diventa drammatica.

Le chat di WhatsApp tra gli infermieri del reparto trapianti, oggetto di un’inchiesta, rivelano tensione e preoccupazione. «Mamma mia, se lo portano sulla coscienza», si legge in un messaggio che fa tremare le gambe. La responsabilità pesa come un macigno.

Il piccolo Domenico aveva solo pochi mesi. La vita e la morte, a volte, si giocano su dettagli intricati. E quello dell’organo, spedito da Bolzano in condizioni discutibili, è uno di questi. «Hanno portato il cuore nel ghiaccio secco. Si è congelato, forse non lo può impiantare. È un casino», scrive un’infermiera. Questa frase fa accendere un campanello d’allarme tra le forze dell’ordine, che stanno analizzando tutto.

Dopo un tentativo disperato di scongelare l’organo – «Per scongelarlo lo abbiamo messo nell’acqua calda. Se riparte è un miracolo» – le incertezze aumentano. Gli investigatori sono ora a caccia di risposte, cercando di ricostruire ogni passo. Che decisioni sono state prese durante l’intervento? Era giusto procedere con un cuore che mostrava segni di compromissione?

In un messaggio si menziona direttamente il cardiochirurgo oppido. «Ma lo sta mettendo?», chiede un collega preoccupato. La risposta: «Pazzo. E che te lo dico a fare? Sì, lo sta mettendo». Cosa significa questa reazione? Una scelta avventata o un atto di coraggio?

Ora la procura indaga su tutto, e le conversazioni, a tratti inquietanti, rappresentano uno dei tasselli di un puzzle tragico che nessuno avrebbe voluto risolvere. Come sono stati gestiti il trasporto e la conservazione dell’organo? Quali protocolli sono stati seguiti?

Il battito di un cuore fermo risuona come un grido di giustizia. Napoli attende risposte. Aspetta che la verità emerge dalle ombre di un giorno che doveva essere di festa, ma che si è trasformato in un incubo. Che cosa avrebbero potuto fare di diverso? E soprattutto, quali lezioni si possono trarre da una tragedia che spezza un sogno?

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